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SUMMARY:IL SANTO - LA PRATICA...TRA SACRO E PROFANO
DESCRIPTION:NATASCIA e MARIO TANGO \nIL SANTO – LA PRATICA… TRA SACRO E PROFANO\nMILONGA DEL SANTO \nNuovo anno\, nuovo inizio\, nuova sede!!! \nSiamo al Teatro Cometa Off\, a Testaccio (Via Luca della Robbia 47 – ang. Piazza Testaccio)\, nel cuore pulsante di Roma\, la Capitale\, la magica città dalle mille vite\, dei vizi\, dei peccati e dei santi. \nLa perfetta fusione tra Sacro e Profano. \nIniziamo sabato 30/10 alle 13:30 con una lezione pre-pratica di 30’\, “El pasito de la practica” tenuta da Natascia Crescenzi e Mario Sette (Natascia e Mario). \nA seguire\, dalle 14:00 alle 18:00 si praticherà grazie alle selezioni musicali di Simona Di Giuseppe\, giovane TJ\, ma col bagaglio di una ricca esperienza\, energica e dall’ardente passione per il TANGO dell’epoca dell’oro. Siamo certi che saprà far ardere la pista oltre ogni immaginazione. \n  \n13:30-14:00 “El pasito de la practica”\n14:00-18:00 La Practica \n  \nContributo 12€ cad. comprensivo di tessera Duo De Amor ASD. \nPRENOTAZIONE OBBLIGATORIA \nInfo e prenotazioni al 3386072112. \n30 Ottobre 2021 ore 13.30 \n  \nTEATRO COMETA OFF \nVia Luca della Robbia 47 (Testaccio) \nInfoline e prenotazioni 0657284637 \nTeatro sanificato nel rispetto delle misure anticovid. \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:C'ERA UNA VOLTA KARLSSON
DESCRIPTION:ASSOCIAZIONE ARIADNE PRESENTA “TEATRO LETTERARIO”\nCON IL CONTRIBUTO DELLA REGIONE LAZIO\nA CIAMPINO WEEK-END LETTERAL-TEATRALI\nPER I BAMBINI \n\n“C’ERA UNA VOLTA KARLSSON” DI A. LINDGREN\n\nAssociazione Ariadne – una delle realtà teatrali maggiormente impegnate in attività formative\, divulgative e di ricerca sta svolgendo “Teatro Letterario”\, l’interessante progetto che comprende\, in varie località\, una corposa serie di laboratori\, workshop\, masterclass teatral-letterari e poi spettacoli\, letture drammatizzate ed anche performance multimediali\, che si avvalgono del contributo della Regione Lazio.\nUna sezione di Teatro Letterario è dedicata ai più piccoli (5+) per i quali sono in programma week-end teatral-letterari sulla letteratura per l’infanzia. L’appuntamento è il 26-27 ottobre alle ore 17 a Roma al Teatro Cometa Off con la rappresentazione letteral-teatrale e multimediale “C’era una volta Karlsson” di & da Astrid Lindgren\, con la regia di Valeria Freiberg.\nAstrid Lindgren – l’autrice svedese di “Pippi Calzelunghe” ed “Emil” – ha pubblicato anche il libro “Karlsson sul tetto”\, da cui è tratta la rappresentazione letteral-teatrale in scena a Ciampino per i più piccoli.\nKarlsson abita in una casetta sul tetto. Ha un’elica sulla schiena e può volare in alto.\nAvere Karlsson per amico è una fortuna perché è un giovane particolare dotato di un’anima vivace e birichina\, capace di unire la timidezza e la vanità\, i capricci e l’affetto\, l’avidità e il risentimento\, l’infinita fiducia in se stesso e la tristezza: tutto ciò che paradossalmente riempie il mondo interiore di un bambino.\n“Il linguaggio della fiaba – osserva la regista Valeria Freiberg – è assai ricco e si presenta come un’opportunità straordinaria per lo spettacolo che si snoda nello spazio virtuale corredato da immagini animate proiettate a ricreare atmosfere fiabesche in cui i bimbi possono immergersi e che ben rende l’idea di uno spazio sospeso tra poesia e incantesimo”. \n26 e 27 Ottobre 2021 ore 17 \nTEATRO COMETA OFF \nVia Luca della Robbia 47 (Testaccio) \nInfoline e prenotazioni 0657284637 \nBiglietto intero: 10.00 €\, ridotto 7\,00€ \nTeatro sanificato nel rispetto delle misure anticovid. \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:PROPOSTA DI MATRIMONIO
DESCRIPTION:La Compagnia InControVerso \npresenta \nPROPOSTA DI MATRIMONIO\ndi Anton Pavlovic Cechov\nadattamento e regia Mariné Galstyan\ncon\nGiorgio Lupano\, Enrica Pintore\, Ermanno De Biagi\,\nscenografie Sargis Galstyan\, disegno luci Mattia Albanese\, costumi Atelier Mirror \n  \nAnton Čechov\, medico e scrittore\, insiste sul suo ruolo di testimone della realtà.\nRifiuta ogni etichetta ideologica preconfezionata. Non concede soluzioni\nconsolatorie. Rifugge dalle falsità e si concentra\, prima di tutto\, sulla preminenza\ndei fatti. Nella sua opera la vita si mostra così com’è: una farsa impenetrabile\,\ndove tutto trascolora e si muove\, una giostra di fanatismi e di meditazioni per\ngente mediocre e di cervello corto.\nLa Proposta di matrimonio\, è uno “scherzo” come lo stesso Čechov ebbe a\ndefinirlo\, con la consapevolezza che a teatro\, come nella vita\, l’umanità resta\nprofondamente stupida. I personaggi della Proposta di matrimonio sono pieni di\nsorprendente vitalità. Fremono come esseri puerili\, prigionieri di ambizioni futili.\nSono logorati dal bisogno dei quattrini e dalla brama del possesso ma non\ndimenticano le piccole\, inevitabili\, rivelazioni dell’amore\, gli svenimenti e le\ncapricciose pulsioni dell’eros. La loro natura\, talvolta irriverente e irascibile\, è\npronta a esplodere e a ripiombare\, d’improvviso\, nelle brume della soffocante\nprovincia campestre che l’ha generata\nAnton Čechov è un classico; e i classici appartengono sempre a un tempo che\ndeve ancora venire. Rispetto al suo tempo\, al tempo che egli volle rappresentare\,\nquello che oggi non è cambiato è il senso di vivere senza orizzonti\, di\nappartenere a un mondo incancrenito e decrepito. \nProposta di matrimonio (La domanda di matrimonio) è un atto unico scritto\nda Cechov nel 1888. Fra ruggini antiche di buon vicinato\, e comici squarci di vita\ncampestre\, si assiste al ruvido approccio fra due rampolli di buona famiglia in cui\ni battibecchi si alternano a riappacificazione preludendo a quello che sarà la\nfutura vita matrimoniale. Ivan Vasilevic Lomov si presenta in casa del possidente\nStepan Stepanovic Cubukov per chiedere in moglie la figlia Natalia\, che a sua\nvolta pensa che Lomov sia venuto per un contratto d’affari e scopre solo alla fine\nche si trattava di un contratto di matrimonio. Tutto il testo è basato su questo\nequivoco. Partendo da una piccola disputa sulla proprietà di un prato o da un\ndiverbio sulle capacità dei propri cani\, i due continueranno a scambiarsi invettive\nin un crescendo di battibecchi comici dallo scoppiettante finale. Anche in questo\natto unico non ci troviamo di fronte a personalità di rilievo\, ma a personaggi che\nannunciano e talvolta anticipano ridicole figure dai contorni borghesi\, esseri\npuerili\, prigionieri di sogni volgari\, di ambizioni futili\, capaci tutt’al più di piccole\nrivelazioni\, svenimenti e capricciose pulsioni. \nI personaggi di “Una proposta di matrimonio” \nIl personaggio principale\, Ivan Vassilevitch Lomov\, è un uomo dalla corporatura\nrobusta sui quarantacinque anni\, incline all’ansia\, alla testardaggine e all’ipocondria. Questi difetti sono ulteriormente amplificati perché diventa un relitto nervoso quando cerca di proporre il matrimonio. Stepan Stephanovitch Chubukov\npossiede un terreno vicino a Ivan. Un uomo sulla settantina\, concede volentieri il\npermesso a Ivan\, ma presto interrompe il fidanzamento a seguito delle discussioni sulla proprietà. Le sue principali preoccupazioni sono mantenere la sua ricchezza e la felicità di sua figlia. Natalya Stepanovna è la protagonista femminile in\nquesta commedia a tre. Può essere gioviale e accogliente\, ma anche testarda\, orgogliosa e possessiva\, proprio come i suoi colleghi maschi. \nLa compagnia InControVerso \nL’Associazione nasce in Italia. Viene fondata da Sargis Galstyan e\nMarine Galstyan. Si tratta di un gruppo di artisti professionisti del\npanorama culturale in Italia\, che è composto da artisti di nazionalità italiana e\narmena. L’obiettivo è quello di promuovere la diversità e il dialogo delle culture\,\ncontribuire alle cooperazioni culturali italiane e alla diffusione della cultura armena in Italia: produzioni teatrali\, manifestazioni artistiche\, promozione del patrimonio artistico e culturale\, cooperazioni linguistiche e universitarie\, politica del libro\ne nuovi media. Punto di forza della compagnia è proprio il confronto tra culture e\nscuole d’arte di Paesi diversi.\nAll’attivo ha la produzione degli spettacoli: A porte chiuse\, regia di Marine Galstyan\, che è stato messo in scena in vari teatri tra i quali il Piccolo Eliseo e il Teatro\nVittoria\, Teatro Cometa Off di Roma\, il Manzoni a Pistoia. Il Grande Male di Sargis\nGalstyan\, messo in scena nel 2015 al Teatro India\, Blablateca di Tango di Sargis\nGalstyan\, Pole Dance di Sargis Galstyan\, Proposta Di matrimonio\, regia di Marine\nGalstyan è in programmazione di 2020/21 del Teatro Cometa Off di Roma. \ndal 14 al 24 Ottobre 2021  \nTEATRO COMETA OFF \nVia Luca della Robbia 47 (Testaccio) \nInfoline e prenotazioni 0657284637 \nTutte le sere ore 21:00 – domenica ore 18:00 \nBiglietto unico: 15.00 € \nTeatro sanificato nel rispetto delle misure anticovid. \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:SERATA OMICIDIO (SPETTACOLO RIPROGRAMMATO DAL 7 AL 10 E DAL 28 AL 31 OTTOBRE 2021)
DESCRIPTION:COMUNICATO\nAlla cortese attenzione del gentile pubblico. \nIl teatro Cometa Off comunica il programma delle nuove date dello spettacolo Serata Omicidio di Giuseppe Sorgi. \nLo spettacolo inizialmente programmato dal 5 all’ 8 marzo 2020\,  andrà in scena dal 7 al 10 e dal 28 al 31 ottobre 2021. \nChi ha acquistato i biglietti sulla piattaforma di Ciaotickets potrà utilizzarli nelle date indicate rispettando l’originale giornata di spettacolo. \nQuindi chi ha acquistato il biglietto di giovedì 5 marzo 2020 dovrà comunicare al teatro la preferenza fra le date di giovedì 7 o giovedì 28 ottobre 2021. \nChi ha acquistato il biglietto di venerdì 6 marzo 2020 dovrà comunicare al teatro la preferenza fra le date di venerdì 8 o venerdì 29 ottobre 2021. \nChi ha acquistato il biglietto di sabato 7 marzo 2020 dovrà comunicare al teatro la preferenza fra le date di sabato 9 o sabato 30 ottobre 2021. \nChi ha acquistato il biglietto di domenica 8 marzo 2020 dovrà comunicare al teatro la preferenza fra le date di domenica 10 o domenica 31 ottobre 2021. \nLe comunicazioni dovranno essere effettuate tramite mail all’indirizzo cometa.off@cometa.org entro e non oltre il 1 settembre 2021. \nChi volesse acquistare invece i biglietti per gli spettacoli in programmazione dal 28 al 31 Ottobre può cliccare QUI.\nGrazie per la comprensione.\nDaniele Petroni  \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nScritto e diretto da Giuseppe Sorgi\nIn scena: Emanuela D’Antoni\, Shara Guandalini\, Elena Mazza\, Micol Pavoncello\, Alessandra Pagnotta\, Giuseppe Sorgi \nSu un sito web compare una misteriosa inserzione: giorno\, ora e indirizzo in cui un delitto avrà luogo. Immaginate se quell’indirizzo fosse casa vostra. Uno scherzo?! \nUn omicidio viene preannunciato su internet. L’assassino comunica giorno\, ora e luogo in cui verrà commesso il crimine. L’indirizzo risulta essere quello di una giovane donna che non prende sul serio la vicenda. Eppure la sera in questione si recano sul “luogo del delitto” alcuni ospiti inattesi\, ognuno spinto da motivazioni diverse. Così il giallo si tinge di rosa e si fa commedia. Tuttavia apparentemente nessuno comprende la ragione di preannunciare un omicidio su internet\, tantomeno la padrona di casa. Fa parte del gioco. L’assassino ha costruito un piano perfetto e\, nonostante l’atmosfera apparentemente innocua\, il misfatto si compirà. Il cadavere sarà sotto gli occhi increduli di tutti. Come scoprire la verità? Un giallo a tutti gli effetti\, dove i cultori del genere ritroveranno succulente allusioni a più di un’opera di Agatha Christie (“Macabro Quiz” e “Un delitto avrà luogo”) e dove\, al tempo stesso\, la comicità fa da padrona senza nulla sottrarre al gioco ad incastro del mistero da risolvere. E quando i fatti volgeranno al peggio\, sfuggendo imprevedibilmente di mano ai presenti\, quel gioco comico e mortale esigerà una soluzione. Chi ha premeditato il tutto? Perché? E come l’assassino è riuscito a tessere le fila della sua “Serata omicidio”? \nGiuseppe Sorgi
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SUMMARY:FORSE NON LO SAI MA PURE QUESTO E’ AMORE
DESCRIPTION:I GIARDINI DI ANTARES \npresenta \nFORSE NON LO SAI MA PURE QUESTO E’ AMORE\n con  (in ordine alfabetico) \nMarine Galstyan\, Cristiano Leopardi\, Clara Morlino\, Jacopo Pelliccia\, Vittoria Rossi ed Emanuele Salvati \nAiuto regia e Luci: Simonetta Di Coste \nMusiche: Peste / Organizzazione Generale: Emmanuel Rouillier \nUfficio Stampa e Organizzazione: Studio Antares Produzioni 339 8784860 \nEmail: igiardinidiantares@libero.it \n  \nCosa succederebbe se nel mondo la maggioranza delle persone fosse omosessuale mentre i diversi\, in termini di gusti sessuali\, fossero persone eterosessuali costrette a nascondere il loro orientamento per paura di non essere accettate. \nÈ questo il quesito che predomina nello spettacolo teatrale FORSE NON LO SAI MA PURE QUESTO E’ AMORE\, scritto e diretto da Alessandro Sena\, in scena al Teatro Cometa Off di Roma dal 25 Settembre al 3 Ottobre 2021. Una divertente commedia nella quale una famiglia italiana viene improvvisamente scossa dalla notizia che il figlio maggiore ha tendenze eterosessuali\, mettendo in subbuglio quasi tutti i componenti della famiglia\, non preparati a questa circostanza. \nSena avvalendosi di un cast di attori superlativi tratteggia una commedia contemporanea\, portando in scena un mondo al contrario dove però le regole ed i sentimenti sono sempre gli stessi a prescindere dalla sessualità delle persone\, favorendo una occasione per riflettere sul significato di accettazione di ciò che siamo\, a prescindere da come siamo. \ndal 25 Settembre al 3 Ottobre 2021  \nTEATRO COMETA OFF \nVia Luca della Robbia 47 (Testaccio) \nInfoline e prenotazioni 0657284637 \nTutte le sere ore 21:00 – domenica ore 18:00 \nBiglietto unico: 12.50 € \nTeatro sanificato nel rispetto delle misure anticovid. \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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DESCRIPTION:Cosa accadrebbe se una rapinatrice si ritrovasse ad essere lei ostaggio del suo ostaggio?\nUn negozio di calze. Molti soldi. Una pistola. Una rapina. Stupefacenti nella trousse e le solite crisi da donna. \nSotto l’attenta e sapiente regia di Massimiliano Vado (attore\, autore e stimato regista teatrale con all’attivo molti spettacoli\, un vero e proprio artista a tutto tondo) prende vita una commedia esilarante\, poetica e senza regole\, amara\, folle\, ma seriamente vera: due DONNE (Anna Malvaso e Silvia Maria Vitale)\, completamente diverse e fuori dagli schemi\, saranno costrette a diventare complici per salvarsi. Quando tutto sembra andare secondo i piani\, ecco l’ingresso di un UOMO (Daniele Di Martino) a sconvolgere il tutto… Le due donne\, queste due anime totalmente diverse tra loro\, tirano fuori tutte le loro fragilità in una storia scoppiettante e a tratti tenera. \nLe due autrici Anna Malvaso e Silvia Maria Vitale tratteggiano e danno colori ad un mondo dove sempre più spesso\, e a ragione purtroppo\, si parla degli uomini come carnefici delle donne\, ma ci si dimentica di quanto una DONNA possa essere cattiva e vendicativa con le persone dello stesso sesso. E se vivessimo in un mondo governato da donne che si sostengono e spalleggiano invece di vivere di invidia\, gelosia\, astio represso e frustrazione? Riusciranno una commessa e una rapinatrice a fare branco e ad aiutarsi per uscire dal negozio senza essere arrestate? Riusciranno a far sì che la “sindrome della borsetta” prenda il sopravvento? Non conoscete questa sindrome? Ve la racconteremo noi… a modo nostro. \ntesto di Malvaso e Vitale \nRUOLI e INTERPRETI\nCassiera: Anna Malvaso\nRapinatrice: Silvia Maria Vitale\nFattorino: Daniele Di Martino \nRegia – Massimiliano Vado\nAiuto Regia – Julie Ciccarelli\nAssistente alla Regia – Chiara Anzelmo\nTecnico audio e luci – Emanuele Cavacchioli\nFoto – Martina Pavia\nCostumi – Rosa De Giulio \nOrganizzazione Generale – Susan El Sawi\nUfficio stampa e promozione – LibeRinArte\nProduzione esecutiva: Simonetta Fioranti \n2 e 3 marzo 2020 – ore 21\nInfo e prenotazioni 06.57284637 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n 
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SUMMARY:IN PRINCIPIO ERA IL SILENZIO
DESCRIPTION:Dal 27 febbraio al 1 marzo 2020\n(25 e 26 febbraio serate a inviti)\nDal martedì al sabato ore 21 domenica ore 18\nBiglietti solo in botteghino\nIngresso unico 10€ + 2\,50€ di tessera associativa\nInfo e prenotazioni 06.57284637 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nIN PRINCIPIO ERA IL SILENZIO\nUn’ipotesi apocrifa per il Vangelo di Maria Maddalena\nDi Roberta Calandra\nRegia Antonio Serrano\nCon Valentina Ghetti\, Mauro Racanati \nAiuto regia Gianna Paola Scaffidi\nCostumi Michela Marino\nMusiche Emanuele Martorelli \nLa figura di Maria Maddalena raccontata attraverso la tradizione apocrifa che dipinge Maddalena come discepola prediletta e immagine del Cristo stesso. Una donna straordinariamente vitale\, illuminata\, che aveva con Gesù una relazione profondamente intima che l’ha resa erede di un insegnamento di libertà.\nCon un occhio al Marat Sade di Peter Brook e un altro a Godot\, Gesù e Maddalena nel pieno di una complessa consapevolezza spirituale\, come fossero diventati quello che la Storia non ha permesso\, ci faranno chiedere ad ogni tappa chi sono veramente: santi\, barboni\, vagabondi\, millantatori\, illusionisti\, pazzi o semplici compagni di viaggio?\nI due protagonisti rimandano al consueto gioco delle identità: chi siamo veramente e come ci vedono gli altri? Sono un santo e la sua seguace\, un uomo e la sua amante\, ma forse anche un burattinaio e la sua marionetta\, a sottolineare il punto centrale dell’insegnamento del Cristo stesso: un profondo invito all’autenticità del proprio essere. Come il Matto dei Tarocchi la loro conversazione viaggia nel tempo e racconta verità alternate: il timore di perdersi\, la paura della morte\, la decisione di un uomo che per adesione e fede nel divino rinuncia alla sua dimensione terrena\, il senso di vuoto che già percepisce una donna consapevole della decisione irrevocabile del suo uomo ma che tenta fino all’ultimo di persuaderlo. Penetrando zone ineffabili del cuore e spaziando da teorie metafisiche a momenti comici in una ricerca della felicità antichissima e affannosamente contemporanea\, dove purezza religiosa e istinti carnali si tendono gioiosamente la mano. \n  \nXIV scene come le stazioni della Via Crucis. Quattordici dialoghi in cui i nostri protagonisti (davvero Cristo e la Maddalena?) eseguono un “pas de deux” su una scacchiera le cui mosse consacrano l’eterno conflitto tra uomo e donna. Nel nostro percorso quattordici trasformazioni ci conducono verso una soluzione forse inedita\, certamente provocatoria\, in odore di blasfemia: l’investitura di Maddalena da parte del Cristo del ruolo di Maestra\, tenutaria dei Saperi\, prediletta tra i discepoli\, oltre che amica\, desiderata amante e nel contempo dissenziente complice di un disegno divino che fatica ad accettare e che fino alla fine tenta di rifuggire. Lo spazio suggerisce un luogo abbandonato forse il binario morto di una stazione\, luogo per eccellenza in cui tutto è in movimento\, luogo di passaggio come la vita terrena\, in cui la musica è parte del continuo fluire. La luce isola i personaggi e li sospende nello spazio disegnando la grande difficoltà di comunicazione tra gli esseri umani\, spesso incapaci di comprendere e inglobare quanto non rientri nel proprio modo di percepire gli avvenimenti. – Antonio Serrano \nDal 27 febbraio al 1 marzo 2020\nDal martedì al sabato ore 21 domenica ore 18\nBiglietti solo in botteghino\nIngresso unico 10€ + 2\,50€ di tessera associativa\nInfo e prenotazioni 06.57284637 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:THE FIRST ONE
DESCRIPTION:Dal 20 al 23 febbraio 2020\, tutti i giorni ore 21\nBiglietti solo in botteghino \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \n“The First One”\n(quel che conta è essere primi…) \nregia di Raffaele La Pegna\ncon Francesca Antonucci\, Marco Barbato\, Lorenzo Girolami\, Raffaele La Pegna\, Francesco Sgro \nUna fila senza capo né coda\, né tantomeno scopo… in cui tutti sono disposti a tutto pur di essere Primi\, perché laddove la competizione è l’unica occasione di esistere…tutto è consentito\, tutto è praticato e tutto è lecito. \nNote di Regia\nTutti noi conosciamo persone che lavorano giorno e notte.\nSe chiedessimo loro il perché ci risponderebbero che lo fanno per dare da mangiare ai loro figli…anche se non li vedono mai dato che lavorano solamente!\nE non solo per essere primi\, ma per avere di più\, più soldi\, una macchina più bella\, più potere ed ecco il paradosso:\nEssere fuori dalla fila\, fuori dalla competizione\, significa essere fuori dalla vita?\nAl contrario\, forse significa essere nel “centro” della vita.\nLe persone che sono costantemente in gara forse non stanno veramente vivendo la loro vita.\nPerché spesso è più importante divertirsi giocando\, che impazzire per vincere. \nDal 20 al 23 febbraio 2020\, tutti i giorni ore 21\nBiglietti solo in botteghino \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:CANTIGOLA
DESCRIPTION:Dal 30 gennaio al 2 febbraio 2020\, giovedì – sabato ore 21\, domenica ore 18\nBiglietti disponibili online per i Soci \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \n“Sta terra ca’ nd’ atterro’\,\nca’ ni condannò.“ \nCalabria. Anni 90.\nTerra riscaldata dal calore del sole e all’ombra di una criminalità organizzata.\nCantigola\, così la chiamano\, quella presenza la conosce malgrado i suoi 14 anni.\nÈ consapevole delle regole\, ma cerca di vivere la sua adolescenza come se fosse in un posto diverso\, in un paese diverso. Perché in certi posti non puoi pensare\, non devi parlare.\nLei\, invece\, desidera mettere in scena la sua tragedia greca. \nQualcuno dirà: “u’ show” \nPurtroppo in certi luoghi cresci prima.\nOgni cosa assume\nun nuovo significato. Un nuovo sapore\, prende nuove forme. \nNella voce di Roxy Colace c’è la verità di una cruda storia italiana. Attraverso un sapiente uso di toni\, colori\, musiche e dialetti\, accompagnati da una comicità amara capace di gettare luce sulle ambiguità di un Sud autentico\, questa storia personale che è la storia di tanti\, ci porta per mano nelle faglie di un mondo verace\, vitale\, violento e decadente al tempo stesso\, eppure terribilmente sensibile. \n  \nDi e con Roxy Colace\nRegia Patrizio Cigliano\nLuci Ettore Bianco\nGrafica Giuseppe Curto \nDal 30 gennaio al 2 febbraio 2020\, giovedì – sabato ore 21\, domenica ore 18\nBiglietti disponibili online per i Soci \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:CLONMACNOISE
DESCRIPTION:Dal 23 al 26 gennaio 2020\nDa giovedì a sabato ore 21\, domenica ore 18\nBiglietti solo in botteghino \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nCLONMACNOISE \ntesti di Alessandro Baricco\nsu fil rouge musicale di Federica Fruscella\nregia di Guglielmo Guidi \nCapire e sapere hanno sempre significato andare in profondità per raggiungere l’essenza delle cose: è qualcosa che sta morendo; come l’Europa con la sua popolazione stagnante. Le migrazioni in Europa di africani\, arabi e asiatici segnano il capovolgimento di una tendenza storica. La cecità di non vedere la trasformazione in atto\, di non volerla comprendere si moltiplica nell’illusione che ci siano “confini” invalicabili che ci vantiamo di difendere\, ma che non esistono; c’è solo una mutazione che avanza. Eppure le migrazioni esistono da che esiste l’uomo. l’Europa era devastata dalle invasioni barbariche perpetrate da popoli pagani o ariani prima di definire i suoi confini\, mentre la cultura e la fede cristiana resistevano all’interno dei monasteri. L’Europa della tarda antichità ha avuto spostamenti di masse consistenti. Vere e proprie migrazioni di intere popolazioni che\, da nomadi divennero sedentarie. Sono state le grandi migrazioni dell’antichità ad\nomogeneizzare la nostra specie. Lo spettacolo\, che presentiamo\, non vuole avere nessun risvolto politico\, anche se\, pone la sua attenzione ai temi della realtà contemporanea\, ma soltanto\n“raccontare” storie di uomini e di spiriti che hanno radici nel nostro patrimonio leggendario. \nLa forma comunicativa è quella dello “Seanachai”\, il cantastorie della tradizione gaelico-irlandese. Questi moderni cantastorie donano alle emozioni un mezzo potente\, suggestivo e più efficace\nd’espressione. Loro hanno l’abilità di “raccontare”\, attraverso la musica\, il canto e le parole\, “storie”. \nGuglielmo Guidi \nClonmacnoise\nCluain Mhic Nóis in gaelicoirlandese\nTenuta dei figli di Nós è situato nell’Offaly\, dove le principali strade dell’epoca da est ad ovest si incontravano\, attraverso le brughiere dell’Irlanda centrale\, sulla rive dello Shannon a sud del Castello di Athlone. Dopo la conversione al cristianesimo di Clodoveo\, re merovingio e dei Franchi-Sicambri sul finire del V secolo\, che segnò la supremazia della Chiesa cattolica in Europa\, Clonmacnoise\, è stato punto di riferimento del monachesimo irlandese. I primi missionari di origine celtica furono gli irlandesi. I Monaci irlandesi presto divennero grandi studiosi ed esperti di latino. La vecchia religione dei druidi collassò in breve tempo davanti al vigore della nuova fede. Dall’Irlanda partì verso il continente europeo\, per opera incessante dei monaci-sacerdoti evangelizzatori\, la più grande missione di ri-cristianizzazione ed espansione del cristianesimo in Europa tra il V e VIII secolo.\nOperarono in tutti i paesi d’Europa\, anche se\, la loro missione non andò molto in profondità come la successiva missione anglosassone\, ma non fu inutile… \nDal 23 al 26 gennaio 2020\nDa giovedì a sabato ore 21\, domenica ore 18\nBiglietti solo in botteghino \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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DESCRIPTION:15-19 gennaio 2020\nDa martedì a sabato ore 21\, domenica ore 18\nBiglietti solo in botteghino \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nFATTORIA\n(Liberi di essere Schiavi) \nscritto e diretto da Paolo Alessandri\nliberamente ispirato a “Animal Farm” di G. Orwell\ncon Sophia Angelozzi\, Ilaria Arcangeli\, Alessandra Barbonetti\, Selena Bellussi\, Lucrezia Coletti\, Daniele Flamini\, Gabriele Namio\, Vincenzo Paolicelli\ncostumi Monica Raponi\norganizzazione Ramona Genna\nproduzione Sofia Amendolea THEATRE COMPANY in collaborazione con Legge 180 Teatro \nAscesa e Declino di una Democrazia Contemporanea \nOtto animali\, diversi per carattere e razza\, si trovano a vivere in stato di SCHIAVITU’ (Capitolo 1). Sottoposti al comando del fattore\, disprezzati e abusati\, decidono di unirsi per dare vita alla RIVOLUZIONE (Capitolo 2)\, con l’intento di conquistare la LIBERTA’ (Capitolo 3). Riuscendo nel loro intento si troveranno a sperimentare la DEMOCRAZIA (Capitolo 4)\, fino ad allora perfetta sconosciuta. Si rende necessario darsi delle regole. Ma la gestione malsana della fattoria “democratica”\, che vede emergere la figura del maiale come leader intellettuale\, li trasformerà nuovamente in vittime. Da qui l’umanizzazione\, vista come vera e propria traslazione negativa\, degli inconsapevoli protagonisti. L’ EVOLUZIONE (Capitolo 5) porterà i nostri personaggi a dover prendere drastiche soluzioni ai problemi che intanto continuano a sorgere: violando le regole della Rivoluzione\, uccidendo\, giustiziando. Si insinua lentamente la presa di coscienza del fallimento\, che genererà SENSO DI COLPA (Capitolo 6) verso gli eroi della Rivoluzione e verso sé stessi. Ormai tutto è cambiato\, ma al contempo tutto tornerà ad essere come prima della Rivoluzione. I maiali\, forti della loro intelligenza\, hanno vinto sui compagni più deboli\, rendendo gli altri liberi\, sì\, ma per la precisione LIBERI DI ESSERE SCHIAVI (Capitolo 7). \nSpettacolo vincitore di 15 PREMI INTERNAZIONALI\nMIGLIOR SPETTACOLO\nFITUT- Festival Internazionale di Tangeri\, Marocco \nMIGLIOR SPETTACOLO – PREMIO DEL PUBBLICO\nFIST – Festival Internazionale di Belgrado\, Serbia \nMIGLIOR SPETTACOLO – PREMIO DEL PUBBLICO – PREMIO DELLA CRITICA GIOVANE\nSITFY – Festival Internazionale di Sharm El Sheik\, Egitto \nMIGLIOR REGIA – MIGLIOR DRAMMATURGIA – MIGLIORI COREOGRAFIE – MIGLIOR RICERCA VOCALE\nFITUA – Festival Internazionale di Agadir\, Marocco \nMIGLIOR DRAMMATURGIA\nFestival Internazionale di Teatro Universitario di Aix En Provence\, Francia \nMIGLIORE QUALITA’ INTERPRETATIVA per l’intero Cast\nFACES WITHOUT MASKS – Festival Internazionale di Skopje\, Macedonia \nMENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA – PREMIO MIGLIOR ATTRICE\nTHEATRE FORUM – Festival Internazionale di Vilnius\, Lituania \nPREMIO DELLA CRITICA\nITSELF – Festival Internazionale di Varsavia\, Polonia \n15-19 gennaio 2020\nDa martedì a sabato ore 21\, domenica ore 18\nBiglietti solo in botteghino \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:LEI
DESCRIPTION:11 e 12 Gennaio 2020 ore 21\nBiglietti disponibili online per i Soci \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nSpettacolo musicale di e con Mimosa Campironi\nPiano e voce Mimosa Campironi\nBatteria Alessandro Duccio Luccioli\nViolino Andrea Di Cesare\nLuci e costumi Bertrand\nUna produzione Sycamore Company \nIn scena un pianoforte e una ragazza per raccontare le vicende tragicomiche delle ragazze della generazione y. \nLEI è la storia di una ragazza nata negli anni ’80 che per evitare la tristezza e lo shame da social media\, impara a mettere in mostra solo la parte migliore di sé. Ne risulta in età adulta\, una vera propria scissione tra due personalità opposte: una estremamente positiva e l’altra totalmente nichilista. Da questo gioco degli opposti\nemergono aneddoti\, canzoni\, confessioni\, fino alla pacificazione finale. \nMimosa Campironi\nATTRICE E MUSICISTA\nMusicista e attrice\, studia Pianoforte al Conservatorio G.Verdi di Milano e recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Firma due dischi da cantautrice: Hurrah e La Terza Guerra per LaTempestaDischi.\nVince il Premio della Critica a MUSICULTURA e il Premio SIAE Miglior Musica per il brano Fame d&#39;Aria.\nCandidata agli MTV Awards come Best New Generation Artist\, riceve l’Oscar dei Giovani in Campidoglio per la sua attività di artista trasversale e femminista.\nRecita in diversi film tra cui: Nessuna Qualità agli Eroi di P.Franchi\, Amanda Knox Story di R. Dornhelm\, Pecore in Erba di A.Caviglia presentato al Festival del Cinema di Venezia\nProtagonista su rai 1 della serie tv Incantesimo\, è in diverse fiction rai come Nero Wolfe e Rex5. Si occupa di sonorizzare la mostra sul premio oscar Piero Tosi al Festival di Spoleto per Carla Fendi.\nIn teatro è protagonista in Romeo e Giulietta di Gigi Proietti al Globe Theatre di Roma di cui scrive con lui i temi della Pièce\, e in Musica Ribelle di Eugenio Finardi.\nNel settembre 2019 debutta in prima mondiale alla Biennale Musica di Venezia con “Trashmedy” la sua prima opera classica. \n11 e 12 Gennaio 2020 ore 21\nBiglietti disponibili online per i Soci \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:CIRCO DIATONICO
DESCRIPTION:Venerdì 27 dicembre ore 18 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nCIRCO DIATONICO\nArmonie e Acrobazie \nClara Graziano\, organetto\, voce\nGabriele Coen\, sax soprano\, clarinetto\nRosario Liberti\, basso tuba\nAndrea Pandolfo\, tromba\nGigi Capone\, giocoliere \nL’allegria e la malinconia\, la magia del circo\, la poetica del viaggio continuo\, il brivido del trapezio\, la baraonda anarchica del clown\, l’eleganza incosciente dell’equilibrista… Trasferite tutto questo in musica\, in un funambolico swing gitano che non è insensibile ai richiami della musica popolare italiana\, del klezmer e del jazz. Una sarabanda di fiati e percussioni scatenata intorno all’organetto di Clara Graziano\, autrice dei brani del gruppo. Aggiungete le battute di un clown e le piroette di un giocoliere-cantante che si mescola ai musicisti in scena e otterrete l’originale\, coinvolgente spettacolo del Circo Diatonico. \nIl filo rosso del repertorio è il mondo emozionale della tradizione dello spettacolo viaggiante. Le atmosfere musicali evocano magie\, equilibrismi\, risate e quant’altro accompagna quotidianamente una carovana circense\, in un melange sonoro che vede protagonisti organetto\, voci\, percussioni\, sezione di fiati e “numeri diversi”.\nEccola la musica del nuovo Circo! Organetto\, Fanfara e Giocoliere! \nUn viaggio musicale con tanti richiami alla musica popolare italiana\, alla canzone napoletana\, alla musica ‘di strada’\, al jazz e alla grande tradizione della banda di paese\, per evocare quella speciale magia del tendone da circo. \nUn’occasione per mettersi in marcia con le emozioni seguendo una musica dall’effetto ammaliante \nPosto unico €10\nRidotto € 8 per Pacchetto Famiglia:\n2 adulti + 2 ragazzi entro i 15 anni = €32 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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DESCRIPTION:20 e 21 dicembre ore 21\nBiglietti solo in botteghino \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \n“LEI”\ndi Federico Maria Giansanti\nRegia di Riccardo D’Alessandro\ncon\nRiccardo D’Alessandro\, Riccardo Alemanni\, Andrea Lintozzi \nL’amore al centro di una commedia dai ritmi serrati.\nLa visione del sentimento vista dagli occhi di tre ragazzi\, coinquilini e colleghi\, con tre situazioni differenti.\nClaudio è il leader del gruppo innamorato della sua fidanzata con cui condivide una bellissima storia d’amore\, Renato è il più piccolo ed è innamorato di Michela anche se non riesce a dichiararsi\, Lorenzo è l’amico tormentato dalla fine del suo amore con Sara. \nLei vuole interrogarsi sull’amore con leggerezza mettendo tre obiettivi differenti sullo stesso piano: la conquista dell’amore\, la riconquista dell’amore perduto e il mantenimento dell’amore e\ndell’amicizia. Già perché se è vero che Renato e Lorenzo sono innamorati e persi in questo amore è anche vero che Claudio è l’unico in grado di sopportare e supportare i due amici\, compito\nnon facile. “Lei” parla della bellezza e della purezza di questo sentimento che ogni persona vive in modo del tutto personale\, parla della difficoltà nel gestirlo e digerirlo e dal dolore che può\nfarci provare quando finisce o quando non è corrisposto. \nUn’ora e mezza di commedia in cui gli attori si scambiano battute a ritmi altissimi con colpi di scena che mettono a rischio le relazioni dei personaggi sino quasi a metterne in discussione\nla veridicità.\nScenografia: rappresenta tre ambienti diversi; al centro un salotto\, a sinistra un allestimento teatrale e a destra un balcone.\nDurata: 90 minuti \n  \n20 e 21 dicembre ore 21\nBiglietti solo in botteghino \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:CIVICO 33
DESCRIPTION:Venerdì 18 dicembre 2019 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nMercoledì 18 dicembre 2019\, alle ore 21 presso Cometa OFF di Roma (via Luca della Robbia 47)\, si terrà la presentazione della mise en espace di “CIVICO 33 – monologhi di donne”\, tratto dall’omonimo libro di Emanuela Panatta pubblicato da Editrice Il Torchio nel 2016. \nCIVICO 33 è un progetto di Emanuela Panatta in evoluzione che dal 2016 viene presentato con formule differenti\, avvalendosi della collaborazione artistica di personaggi dello spettacolo: attori\, giornalisti\, autori e Associazioni come Fidapa e Alcolisti Anonimi. Molteplici le partecipazioni dell’ autrice negli anni: i monologhi e gli Atti Unici presenti nel volume sono stati rappresentati in diverse occasioni teatrali da attrici differenti ospiti di Collettivi Teatrali o Eventi culturali come l’iniziativa contro la violenza sulle Donne “Signori e signore ingresso libero alla violenza Civico 33 monologhi di donne” per la regia di Roberto Croce\, il 7 novembre 2017 al Macro Testaccio di Roma (Spazio Factory)\, la partecipazione al Festival delle Generazioni di Bologna nel 2015\, a Brescia presso il Museo Diocesano con l’ Associazione Alcolisti Anonimi e Fidapa\, il Salone del Libro di Torino nel 2018 con una messa in scena particolare che ha visto protagonisti giovani attori piemontesi diplomati in scuole di recitazione che hanno recitato a bordo di uno dei Tram Storici della città. \nIn libreria è stato presentato a Roma\, Milano\, Bari\, Torino (salone del Libro 2018)\, Brescia\, Lenola\, Parabita. Il libro è alla terza ristampa e la formula di presentazione varia di volta in volta. \nL’autrice sarà attrice nello spettacolo e curerà l’adattamento teatrale e la regia assieme ad Alessandra Fallucchi. Nel cast\, inoltre\, le attrici Bianca Nappi\, Sara Baccarini\, Alessandra Merico e il musicista Gabriele Calanca. \nCivico 33 è una raccolta di monologhi di personaggi accattivanti e variopinti\, per chi si avvicina allo studio della recitazione o per attori che desiderano confrontarsi con testi di drammaturgia contemporanea. Si avvale del contributo di personaggi dello spettacolo ed è diviso in sezioni: Spunti di personaggi da interpretare e Atti Unici. \nLa messa in scena\nTutto avviene al Civico 33\, un palazzo nel quale si incrociano le vicende di diversi personaggi femminili accattivanti e variopinti. Lʼarrabbiata\, lʼidealista\, la crocerossina\, lʼalternativa\, la precaria\, lʼinnamorata\, la golosa e lʼarrivista fanno di CIVICO 33 un crocevia dellʼuniverso femminile in cui le donne si raccontano in chiave tragicomica. Le protagoniste si sfogano\, si liberano dalle loro repressioni attraverso il linguaggio. Il loro monologo interno viene fuori come un pensiero ad alta voce. Tutte hanno una necessità: essere ascoltate\, amate\, comprese\, salvate… Attenzione! NON È LʼUOMO IL SALVATORE! Lʼimportante per ognuna sarà il processo: riuscire a trasformare il sentimento negativo per trovare il proprio centro\, lʼequilibrio interiore che permette di andare avanti da sole\, non in balia degli eventi o dellʼaltro; solo così potranno incontrare qualcuno di speciale per il cammino da intraprendere insieme. Piccoli episodi di quotidianità da uno\, mille e centomila\, legati da un quesito esistenziale comune: Se è vero che la donna è arrivata da una costola dellʼuomo\, perché siamo noi a doverci rompere sempre le ossa per loro? Quasi tutte si lamentano della precarietà dellʼamore e del lavoro. Si sentono incomprese\, abbandonate e disilluse\, ma non hanno perso la voglia di lottare\, si ritrovano a dover convivere con se stesse\, con i loro fallimenti\, le loro paure e le loro speranze.\nEmanuela Panatta \nNOTE DI REGIA\nIn scena quattro donne e un contrabbassista. Ogni Donna porta con sè la sua storia\, attraverso il linguaggio del corpo si racconta tra i suoi silenzi\, osservando l’altra\, complice di un sentire comune. Lo spazio scenico è l’ambiente in cui ognuna si sente al sicuro “quella bolla di sapone perfetta che non esplode\, che resta intatta” dove chi resta fuori osserva e giudica. Le note sollecitano l’espressione fisica rendendole vive e libere di sfogare i propri pensieri tra corpo e parola. La musica è il pensiero\, il sotto testo\, lo stato d’animo\, la figura maschile che prende vita\, la parte mancante che la Donna cerca\, il completamento.\nEmanuela Panatta \nQuattro attrici rappresentano l’universo multiforme del Civico 33\, interpretando diverse figure di donne. Sono archetipi del mondo femminile in cui tutte ci possiamo di volta in volta rispecchiare e riconoscere. Lo spettacolo e’ concepito come un girotondo di storie in cui la musica non e’ elemento accessorio\, ma protagonista insieme alle voci delle attrici. L’evocazione dei diversi personaggi e’ costruita attraverso un gioco scenico che svela e mai nasconde le infinite trasformazioni delle donne-attrici\, proprio a voler testimoniare che l’essenza femminile non si può rinchiudere in una sola cornice ma e’ possibile\, anzi necessario\, declinarla in infiniti colori. L’ amore\, il sesso\, le mode\, le pressioni culturali\, la famiglia\, le amicizie\, l’affermazione personale\, la ricerca di se stesse e del proprio posto nel mondo\, sono solo alcuni dei temi affrontanti dallo spettacolo dove si alternano o si confondono\, come nella vita\, momenti di leggerezza ed ironia ad altri più drammatici e dolorosi.\nAlessandra Fallucchi \nL’adattamento Teatrale e la regia sono di Alessandra Fallucchi ed Emanuela Panatta \nCast\nEmanuela Panatta\, Bianca Nappi\, Sara Baccarini\, Alessandra Merico\nMusiche originali Gabriele Calanca\nAiuto regia Nicole Mastroianni\nDisegno Luci Marco D’Amelio\nCostumi Conquer\nScene Elisabetta Innocenzi \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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LOCATION:Teatro Cometa Off\, Via Luca della Robbia\, 47\, Roma\, RM\, 00157\, Italy
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SUMMARY:IL RACCONTO DI ATE
DESCRIPTION:13 e 14 dicembre ore 21\nBiglietti non disponibili online: per info chiama 06.57284637 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nCompagnia interpretazionedanza presenta \nIl Racconto di Ate \ninterpreti: Serena Arco\, Roberta Bassani\, Stefania Fontana\, Silvia Pilolli\, Francesco Primavera\, Patrizia Rosa\, Giovanni Battista Russo \ncostumi Suzanne Genest\, fotografia e grafica Davide Pilia \nIl Racconto di Ate è uno spettacolo che unisce la rappresentazione della vita all’arte corporea del teatro danza.\nSette interpreti\, smarriti in uno spazio virtuale\,raccontano la vita in ogni sua sfaccettatura una narrazione sull’esistenza umana che utilizza la Follia come unica fuga possibile dall’opprimente realtà\,dalla propria angoscia\, e la trasforma nell’estremo rifugio in cui potersi salvare\, lungo il tortuoso percorso. \n13 e 14 dicembre ore 21\nBiglietti non disponibili online: per info chiama 06.57284637 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:È UNA RUOTA CHE GIRA
DESCRIPTION:Dal 9 al 12 dicembre 2019 ore 21\nBiglietto 12\,50 € + 2\,50 € tessera associativa\nBiglietti non disponibili online: per info chiama 06.57284637 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nPer celebrare i vent’anni dei \nCiaoRino\, la band che dal ’99 ad oggi omaggia uno dei cantautori italiani più geniali di sempre con Alessandro D’Orazi\, Paolo Fabbrocino\, Peppe Mangiarancina\, Gianfranco Mauto e Fabrizio Giannini \n(con la partecipazione di Riccardo Corso e Giuseppe Russo) \nTesto Luca Angeletti \nRegia Luca Angeletti e Fabrizio Giannini \n“È una ruota che gira” risuona nel ritornello di una rinomata canzone di uno dei più grandi e geniali cantautori italiani\, ma è anche il titolo dello spettacolo teatrale dei CiaoRino\, in scena al Cometa Off da lunedì 9 a giovedì 12 dicembre. \nLa band ripercorre la propria storia\, i vent’anni trascorsi insieme dal 1999 ad oggi\, con l’intento costante di omaggiare un intramontabile mito del panorama musicale nazionale\, autore di canzoni senza tempo come “Aida” e “Ma il cielo è sempre più blu”. \nPrezzo del biglietto\n12\,50 € + 2\,50 € tessera associativa \nOrario spettacolo ore 21.00\nInfoline: +39 06 57 284 637 \nSettembre 1999\, un gruppo di amici musicisti si riunisce per cantare Rino Gaetano. Dalla sua morte\, avvenuta il 2 giugno 1981\, fino ad allora\, poche e latenti reinterpretazioni dell’artista calabrese. La sua musica sembrava finita con lui. Ne rimaneva traccia solo grazie alle audio-cassette\, che giravano tra i mangianastri degli italiani\, e a un passaparola sussurrato\, come se\nquella voce avesse prodotto qualcosa di clandestino. \nQuel settembre del ’99\, attraverso intuizioni\, incontri di energie buone e segni del destino\, le strade di quattro amici si riuniscono sotto il segno del grande cantautore\, contribuendo a una\nvera e propria rinascita della sua immagine e scoprendo l’esigenza da parte di molti di impadronirsi nuovamente di quelle parole\, ormai impolverate e quasi del tutto dimenticate.\nIn poco tempo quei testi irriverenti e quello stile inconfondibile risuonano\, grazie ai CiaoRino\, tra le piazze\, alle feste\, nelle auto. I quattro giovani\, diventati poi sei\, cominciano così a girare\nl’Italia in lungo e in largo\, fino a quando una lettera della famiglia Gaetano li diffida dal portare avanti il loro progetto. I quattro ragazzi\, intanto\, diventano uomini e nel frattempo quell’idea\noriginale e unica\, nata dal cuore puro dei CiaoRino\, è travolta dall’ondata di nuove cover band\, che nascono sempre più frequentemente e che altrettanto rapidamente invadono i palchi di\nlocali e manifestazioni. \nInizia così una fase d’incertezza e i CiaoRino proseguono il loro cammino con la consapevolezza che quella magia degli inizi è destinata a trasformarsi in qualcos’altro. La musica così\, nel tempo\, li accompagna tra le note di progetti personali. Tuttavia quel contatto così profondo\, stabilito grazie a Rino\, diventa la loro storia\, la loro missione\, l’impronta indelebile che ognuno ha lasciato nella vita dell’altro\, il loro comune denominatore\, che sa di autogrill\, di sorrisi\, di sconfitte\, di lutti\, nascite e rinascite\, di donne\, di migliaia di uomini e migliaia di chilometri di strada percorsa insieme.\nI CiaoRino sono un viaggio che dura da vent’anni\, un’unione che sa di famiglia. Intimità destinata ad essere solo di chi la vive e di cui ha fatto – e fa ancora – parte lo stesso Rino.\nForse\, in fondo\, questa è solo la storia di un incontro mancato fra uno dei più grandi giocolieri di parole della scena cantautorale italiana e la sua band. Una storia d’amore mai nata fra chi\nha creato una musica\, ma che non ha avuto il tempo di sentirla cantare dalla gente (a causa dei suoi pochissimi concerti)\, e chi invece alla gente l’ha cantata\, per lui\, con tutta l’anima.\nAlessandro D’Orazi (voce e chitarra)\, Gianfranco Mauto (voce\, pianoforte e fisarmonica)\, Peppe Mangiarancina (basso)\, Paolo Fabbrocino (batteria e percussioni)\, con la partecipazione di Riccardo Corso (chitarra) e Giuseppe Russo (sax)\, Fabrizio Giannini (narrazione)\, Regia Luca Angeletti e Fabrizio Giannini\, musiche di Rino Gaetano\, riarrangiamenti dei CiaoRino. \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:POLE DANCE
DESCRIPTION:3 – 8 dicembre 2019\nDa martedì a sabato ore 21\, domenica ore 18\nBiglietti non disponibili online: per info chiama 06.57284637 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nPole Dance è una commedia dove il principale personaggio è Ruben Moretti\, un docente di storia della religione e di filosofia. All’inizio dello spettacolo Ruben Moretti appare come una persona razionale\, intelligente\, con la mente aperta riguardo i rapporti tra donne e uomini e\, per come si descrive lui\, una persona civile.\nPresto accadranno delle situazioni che lo faranno riflettere sulla vita che ha vissuto e su particolari che gli sembravano insignificanti. Dovrà affrontare le conseguenze dei princìpi che\, da persona civile e rispettosa verso i diritti delle donne\, ha sempre tollerato. \n  \nTutto ha inizio con l’arrivo del figlio che nasce con la pelle nera\, una tragedia personale che lo sconvolge completamente! Ovviamente il primo pensiero\, e unica risposta\, sembra essere quella di essere stato tradito dalla\nmoglie Angeline. Lei\, una missionaria\, è un personaggio che si presenta con caratteristiche positive: carità e onestà\, due parole che descrivono meglio questo personaggio; il tradimento sembra essere una risposta impossibile\, ma tutto pian piano inizia ad avere uno sviluppo piuttosto inaspettato e complesso. Tutto quello\nche dovrà scoprire Ruben gli cambierà completamente il modo di vedere quelle cose che sembrano banali\, insignificanti o incivili\, ma che possono percettibilmente influenzare e radicalmente cambiare la vita di chiunque. \nDurante la ricerca delle verità che avvalorino il suo sospetto\, Ruben incontra Virginie: una ballerina di pole dance che paradossalmente\, nonostante il lavoro che fa\, risulta essere una persona molto intelligente\, laureata in psicologia. Nel suo percorso incontrerà anche Shalom Kaganovich\, un ebreo ortodosso patologicamente\ninteressato al proprio albero genealogico\, e Chicco Marrone\, imprenditore fallito\, altrettanto fissato ai significati dei nomi delle persone. Questi\, due pazienti della Dottoressa Fottichina apparentemente\, o forse realmente\, psicopatici lo faranno riflettere ancora di più. I consigli e le informazioni che riceve dai pazienti\, diventati trappole per loro stessi\, paradossalmente sembrano essere preziosi e sinceri\, ma soprattutto ragionevoli per Ruben. \nUna scena brillante e leggera\, nonostante si tratti della scena cardine da cui scaturisce il conflitto dello spettacolo\, è quella con la Dottoressa Agrippina Nerone che annuncia a Ruben la nascita del figlio. Agrippina è un personaggio razionale\, come Ruben\, tale da dire senza alcuna delicatezza ad un paziente di prepararsi a morire perché ha una malattia incurabile. Dall’incontro di questi due personaggi razionali scopriamo una delle caratteristiche di Ruben: un grottesco atteggiamento civile\, che lo rende incapace di affrontare\, per l’appunto civilmente\, una tragedia personale. \nCon l’ultimo personaggio in fine\, si arriva alla scena chiave: l’incontro con Padre Onan\, uno scienziato che lo aiuterà a trovare la risposta definitiva; una rivelazione paradossalmente scientifica\, inaspettata\, indovinabile che fino a l’ultimo tiene il pubblico incuriosito. \nLo spettacolo è pieno di paradossi e strane coincidenze che possono sembrare costruite apposta per dare allo spettacolo lo sviluppo previsto ma\, come dice Chicco Marrone\, “Tutte le coincidenze sono strane\, altrimenti non si chiamerebbero coincidenze”. I paradossi invece sono dei fatti che ci circondano dappertutto e ogni volta\, scoprendo un paradosso\, ci rendiamo conto che qualsiasi modello o fatto comunemente accettato\, può nascondere una verità paradossale oppure un significato molto più profondo. \nLo spettacolo è molto leggero e divertente nonostante gli argomenti trattati. Parallelamente alle azioni dei personaggi\, nelle nuvolette dei loro pensieri\, si proiettano delle scene surreali che entrano in conflitto con l’atteggiamento degli stessi. \nIl titolo Pole Dance può essere interpretato come un riferimento indiretto al rapporto sessuale tra uomo e donna\, e qui la psicologa che fa pole dance\, diventa un simbolo dei vari paradossi presenti nello spettacolo. \nPerché lo spettacolo Pole Dance\nCon lo spettacolo Pole Dance andiamo a scoprire una vita piena di domande senza risposte. Non si tratta di domande del tipo “Qual è il senso della vita?” oppure “Cosa ci aspetta dopo la morte?”\, domande globali queste sulle quali ci interroghiamo oramai da migliaia di anni\, ma si tratta invece di domande che porrebbero\ni bambini all’iniziano della scoperta del mondo; domande che sembrano banali\, semplici e buffe non meritevoli di una risposta o un pensiero profondo. \nUna volta una bambina mi ha domandato “Come ti chiami?” Ho risposto …\, e lei “Perché ti chiami così?” Ho risposto “Non lo so”. Mi sono allora ricordato inizialmente che da piccolo avrei tanto voluto avere un altro nome\, perché con quello mi sarei sentito più importante\, più forte; in conseguenza a questo\, il pensiero che mi ha tormentato è stato che quel nome avrebbe cambiato il mio comportamento\, l’atteggiamento e sicuramente avrebbe influenzato il percorso della mia vita. \nUna delle semplici domande che mi sono posto poco dopo è stato interrogarmi sul perché le cose si chiamano in tal modo. Le ricerche della risposta a questa banale domanda mi hanno portato a scoprire un filo di collegamento diretto tra l’alfabeto armeno\, la tabella degli elementi chimici di Mendeleev\, la mitologia greca\, la simbologia\, la Kimatika\, la fisica quantistica e la Telegonia. Al di là dei collegamenti\, la cosa importante è che ho scoperto perché il lavoro si chiama “lavoro”\, e devo dire che la risposta a questa domanda mi ha sconvolto. \nLo spettacolo Pole Dance ci fa riflettere su ogni piccolo dettaglio che ci circonda e ci dimostra che non c’è niente che non abbia una ragione: a volte le piccole cose\, apparentemente insignificanti\, potrebbero avere la forza di cambiare un intero mondo. \nLa compagnia InControVerso\nL’Associazione nasce in Italia. Viene fondata da Sargis Galstyan e Marine Galstyan.\nSi tratta di un nuovo gruppo di artisti professionisti del panorama culturale in Italia\, che è composto da artisti giovani di nazionalità italiana e armena. L’obiettivo è quello di promuovere la diversità e il dialogo delle culture\, contribuire alle cooperazioni culturali italiane e alla diffusione della cultura armena in Italia: produzioni\nteatrali\, manifestazioni artistiche\, promozione del patrimonio artistico e culturale\, cooperazioni linguistiche e universitarie\, politica del libro e nuovi media. \nPunto di forza della compagnia è proprio il confronto tra culture e scuole d’arte di Paesi diversi.\nAll’attivo ha la produzione degli spettacoli: A porte chiuse\, regia di Marine Galstyan\, che è stato messo in scena in vari teatri tra i quali il Piccolo Eliseo e il Teatro Vittoria\, Teatro Cometa Off di Roma\, il Manzoni a Pistoia. Il Grande Male di Sargis Galstyan\, messo in scena nel 2015 al Teatro India\, Blablateca di Tango di Sargis\nGalstyan è in programmazione di 2019/20 del Teatro Parioli di Roma \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:L’AMORE DIETRO OGNI COSA
DESCRIPTION:Dal 21 al 24 novembre 2019\nDa giovedì a sabato ore 21\, domenica ore 18\nBiglietti non disponibili online: per info chiama 06.57284637 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \n“L’amore dietro ogni cosa”\nTratto dall’omonimo libro di Simone De Matteo \nAdattamento teatrale di Simone De Matteo\, Barbara Bricca\, Guido Del Vento\, Gabriele Planamente\nCon Alessandro Di Marco\, Barbara Bricca\, Cristina Colonnetti\, Antonio De Stefano\, David Mastinu\, Gabriele Planamente \nregia Guido Del Vento \n“L’amore è dietro ogni cosa. Non c’è errore se si segue l’amore” \n“Visionario disorientante e profondamente catartico\, i sei personaggi in scena non sono in cerca di un autore\, bensì dell’amore e del tempo per viverlo. Una messa in scena di livelli e di livello; vorticosamente emozionante.” Silvia Mattina- Periodico Italiano Magazine. \nDopo il successo di critica e pubblico al Fringe festival di Roma\, L’amore dietro ogni cosa torna in scena al Cometa Off.\nSimon\, alle soglie della mezza età\, non è ancora riuscito a superare ed elaborare l’abbandono del padre avvenuto durante l’adolescenza. Un padre forte\, forse ingombrante\, che ha insegnato al figlio che l’amore vince su tutto\, che l’amore è\, al di là di tutto\, dietro ogni cosa. Simon reagisce a quest’abbandono rifugiandosi in un fare compulsivo\, fino a che arriva qualcosa a fermarlo. Perché\, prima o poi\, qualcosa ti ferma\, che tu lo voglia o no\, che tu sia pronto o no. Caduto in coma\, l’uomo ripercorre la sua vita\, le scelte sbagliate\, gli amori folli\, le dipendenze affettive\, i rifiuti. Simon rivive\, in sostanza\, l’amore. A ripercorrere questi episodi\, attraverso accenti comici\, profondi\, grotteschi e di riflessione esistenziale\, saranno per lui i suoi pensieri\, declinati in cinque forme diverse. Passando per fasi di gioco\, di confusione\, di lotta\, di sostegno\, di giudizio e di incontro\, Simon capirà che tutto quello che ha fatto\, lo ha fatto per amore. Soltanto in questo momento\, dopo essersi riconciliato con gli insegnamenti del padre\, Simon si sentirà pronto per un passaggio superiore. \nTratto dall’omonima raccolta di racconti di Simone De Matteo edita da DrawUp\, già insignita del Premio per la Letteratura durante l’evento “L’arte dice no alla violenza”\, organizzato al Centro Espositivo Elsa Morante da A.I.D.E. Nettuno con il Patrocinio di Roma Capitale\, questo testo\, adattato per la scena da Simone De Matteo\, Barbara Bricca\, Gabriele Planamente e da Guido Del Vento\, che ne cura anche la regia\, è\, fondamentalmente\, un inno all’amore. La regia di Guido Del Vento\, dinamica e visionaria\, trascina lo spettatore nell’universo interiore di Simon\, e quindi dell’autore stesso\, come in una sorta di Oz della mente\, in cui si incontrano le passioni e le paure che\, con ogni probabilità\, fanno parte di ognuno di noi. \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:VITA\, MORTE E MIRACOLI
DESCRIPTION:12 – 17 novembre 2019\nDa martedì a sabato ore 21\, domenica ore 18\nBiglietti non disponibili online: per info chiama 06.57284637 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nLa vita e la morte\, viste dai palchi e dalla platea\, fanno davvero ridere. È quello il miracolo. \nMarco\, un uomo intelligente e sarcastico\, è deciso a non cedere al terrore del momento: il suo compagno Emanuele è in coma. Sua sorella Ilaria ha un passato tanto misterioso quanto evidentemente complicato da cui è uscita sposando Dario\, uomo solido e semplice\, privo della benché minima pericolosità. Soltanto quattro persone. Eppure verranno svelati molti segreti. Che li riguardano tutti. Che porteranno la commedia a una fine imprevista e imprevedibile. \nVita\, Morte e Miracoli\, di Lorenzo Gioielli\, con la regia di Riccardo Scarafoni è in scena al Cometa Off. \n«Uno spettacolo che – dice il regista Riccardo Scarafoni – ancora prima di coinvolgere il pubblico\, cattura chi lo recita. Un testo di Lorenzo Gioielli pieno di intensità. Gli avevamo chiesto di scrivere per noi una commedia. E’ andato oltre e ci ha cucito addosso un vestito che obbliga gli attori ad una grande responsabilità. E così\, come regista ho chiesto loro di prendersi lo spettacolo sulle spalle\, perché è su di loro che regge. Senza artifizi. Senza maschere. Al servizio di un racconto che credo possa emozionare.». \n«Il teatro è\, per definizione\, verosimiglianza. Vita\,Morte e Miracoli\, invece ha in sé la forza di una verità che non mi aspettavo – dice Lorenzo Gioielli – Merito degli attori che hanno messo nei personaggi non solo la loro storia personale ma anche la loro complicità\, la loro amicizia\, il loro affetto reciproco. Hanno dato al racconto più colori\, più sfumature. Lo hanno reso straordinariamente cinematografico\, pieno di pause e di silenzi che sono il concentrato\, l’essenza dello spettacolo stesso. Orgogliosamente\, posso dire che hanno fatto uno spettacolo più bello del testo». \nVITA\, MORTE E MIRACOLI\nMarco (interpretato da Riccardo Scarafoni) è il dolore. Maniaco del controllo su tutti e su tutto è lui quello che si trova a perdere di più. Perde l’amore\, perde il compagno\, perde il controllo sulla vita. E\, quindi\, perde se stesso perché non gli rimane più nulla. Fa l’antiquario e non è un caso: la sua smania di controllo lo porta ad amare tutto ciò che è cristallizzato. \nDario (interpretato da Fabrizio Sabatucci) è la forza. E’ forte perché è buono e come tutte le persone buone\, che fanno del loro meglio\, non sale mai in cattedra per giudicare. Chi è lui per dare un giudizio? Ha un sincero amore per l’umanità\, che accetta per quello che è. Non è mai il protagonista in una storia ma è sempre la spalla dell’eroe. Lui c’è. In modo semplice\, perché\, “è la vita che è semplice”. \nIlaria (interpretata da Veruska Rossi) è la paura. Lei è lì\, ma provvisoriamente\, perché c’è qualcosa là fuori che la chiama\, che l’attrae. E’ aggrappata a Dario che\, però\, sa bene che può accoglierla ma non trattenerla. Lo sa perché già una volta è successo. Ilaria sa cosa significhi toccare il fondo e per questo ha paura di rispondere a quel richiamo\, perché ha paura di perdere tutto quello che ha\, ed è bello\, è tanto. \nEmanuele (interpretato da Francesco Venditti) è l’Amore. Quello con la maiuscola\, quello che è puro sentimento\, che deroga dalla sessualità. E’ fragile\, è vulnerabile ha una percezione infantile dell’amore. Ama Marco con tutto se stesso e per questo è così dolorosamente attaccato alla vita. Ed è lui\, dal suo osservatorio privilegiato sulla morte che chiede ‘tu a cosa sei disposto a credere’? \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
DESCRIPTION:30 ottobre – 10 novembre 2019\nDa martedì a sabato ore 20.30\, domenica ore 18\nBiglietti non disponibili online: per info chiama 06.57284637 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \ndi W. Shakespeare\nmaster di perfezionamento dell’Accademia Padiglione Ludwig \ncon (in ordine alfabetico):\nGiorgio Bormolini\, Linda Calisi\, Angela Di Domenico\, Matteo D’Incoronato\, Elisa Mondo\, Clara Morlino\, Massimiliano Nicodemo\, Valentina Orti\, Alma Poli\, Stefano Pucci\nRegia Francesca Macrì e Andrea Trapani | Biancofango\nLuci Massimiliano Chinelli \n  \nUn sogno è una proiezione\, una constatazione\, un avvertimento\, un desiderio non comunicabile\, non dicibile\, non pronunciabile. È un’azione così potente da aver bisogno d’essere interrotta. È il luogo in cui l’immaginario gioca la sua partita più bella\, ma più di ogni altra cosa è un profondo dialogo con se stessi. Sognare è una libertà che appartiene a tutti ed è per questo\, forse\, che contiene in sé la possibilità della rivoluzione. \nIl sogno shakespeariano è una commedia\, ma la narrazione che si snoda al suo interno è capace di raccontare il nero dell’esistenza e di spalancare la domanda dell’uomo: noi chi siamo e da chi è governata la nostra esistenza?\nCosì prima Teseo e Ippolita\, ma poi anche gli attori e gli innamorati\, questa grande bottega di uomini di estrazione sociale diversa\, ci vengono mostrati nell’affaccendamento della vita: rincorrono desideri\, tentano di esaudire sogni piccoli e grandi\, sono generatori di conflitti e soprattutto traboccano di emozioni.\nIn ogni spazio bianco tra le righe del testo\, Shakespeare sembra ricordarci che l’uomo – dunque noi – non è nient’altro che un burattino nelle mani di chissà chi e a nulla serve agitarsi\, urlare\, strepitare.\nNon bastano le fate\, gli elfi e le magie del bosco ad allontanare questa commedia dalla vita.\nD’altronde all’uomo si può togliere tutto\, tranne le emozioni.\nE forse questa è la vera rivoluzione. \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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LOCATION:Teatro Cometa Off\, Via Luca della Robbia\, 47\, Roma\, RM\, 00157\, Italy
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SUMMARY:INTERNO 15
DESCRIPTION:Dal 23 al 27 ottobre 2019\nDa mercoledì a sabato ore 21\, domenica ore 17.30\nBiglietti non disponibili online: per info chiama 06.57284637 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nInterno 15 è tratto da un racconto di Rossella Filippetti \n  \nMarta\, la giovane figlia di una ricca coppia di ebrei di Cracovia\, ritorna dopo molti anni nella sua casa.\nPerché?\nPer venderla?\nPer riappropriarsi di una perduta identità ?\nPer rielaborare quei ricordi che per anni l’hanno turbata e di cui non ne comprendeva il significato?\nMarta non ha il senso di appartenenza\, troppo giovane e viziata vivrebbe la sua ebraicità come un limite e per questo l’apparente superficialità diventa un potente stratagemma per non affrontare la verità. \nNella sua mente esplodono dei flash-back\, il padre\, la madre\, il vecchio rabbino \, l’incontro con il vicino diventano\, la non consapevolezza di allora che invece ora è rimpianto di un passato non più possibile rivivere con la maturità del presente. \nIl vicino\, vive come un animale nascosto in quella che poi scopriremo essere stata la sua città natale\, è l’ unico personaggio apparentemente estraneo alle loro vicende familiari\, e portatore di un segreto che sconvolgerà gli animi\, dove i protagonisti\, Samuel e Ruomek\, muoiono contenti perché hanno la grandezza della tragedia. \nLa piece teatrale\, non è semplice ricordo e memoria\, ma una metafora morale.\nLa bestialità dell’uomo trasforma le vittime in carnefici.\nRossella Filippetti \nNote di regia\nHo voluto che il racconto breve\, divenisse un monologo\, dove l’unica presenza in scena è Marta\, la figlia dei personaggi che popolano lo scritto. Sarà attraverso lei che si scopriranno verità nascoste\, emozioni profonde e inconfessate prenderanno forma. Una famiglia come ce ne sono tante. Un padre\, una madre\, una figlia\, dei vicini\, una zia malata. Una giornata invernale e fredda come tante altre a Cracovia. Solo un vicino\, si intromette tra questi personaggi\, senza conflitti né drammi. Nulla di preoccupante. Cosa accadrà quindi che sconvolgerà completamente tutto questo\, e che scaturirà in un luttuoso dramma?\nGaetano Mosca \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:PIANTANDO CHIODI SUL PAVIMENTO CON LA FRONTE
DESCRIPTION:Dal 15 al 20 ottobre 2019\nDal martedì al sabato ore 21\, domenica ore 18\nBiglietti non disponibili online: per info chiama 06.57284637 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nPaolo Biag in\nPIANTANDO CHIODI NEL PAVIMENTO CON LA FRONTE\ndi Eric Bogosian\nregia Pino Quartullo\ntraduzione Pino Quartullo e Patrizia Monaco\naiuto regia Rachele Giannini\nelementi scenici e costumi Tonino Natali\nlight designer Giulio Grappelli \nSarà in scena al Cometa Off dal 15 al 20 ottobre 2019\, PIANTANDO CHIODI NEL PAVIMENTO CON LA FRONTE di Eric Bogosian per la regia di Pino Quartullo. L’istrionico interprete dei 12 personaggi che attraversano lo spettacolo è Paolo Biag.\nLo spettacolo debutterà in prima nazionale al teatro Lea Padovani di Montalto di Castro il 12 e 13 ottobre 2019. \nPiantando chiodi sul pavimento con la fronte è stato portato per la prima volta in scena in Italia da Luca Barbareschi nel 1994\, con un suo adattamento/riduzione ambientato in Italia. E da allora non è mai più stato rappresentato nel nostro paese. Questa versione curata da Quartullo con Paolo Biag\, è integrale e fedelissima all’originale americano\, anche per fermo volere dell’autore Eric Bogosian\, che ha concesso i diritti dell’opera per due anni in esclusiva alla compagnia. \nI 12 personaggi divertenti e inquietanti interpretati da Paolo Biag per descrivere la contemporaneità del 1993 in America\, incredibilmente ritraggono perfettamente la nostra attuale realtà italiana del 2019: il perbenista travolto dai sensi di colpa di fronte ai derelitti\, il pericoloso malato che si diverte a contagiare sulla metro\, il nostalgico di una famiglia che non esiste più\, i figli ingovernabili\, i politici narcisisti mondani\, i vip “impegnati” esteriormente perché “fa fico”\, le contraddizioni interiori dell’autore-attore che parla al pubblico palesando il piacere di non piacere\, la incontenibile moda dei tatuaggi e dei piercing\, il fan egoriferito ipocrita\, il guru che predica di dare egoisticamente spazio al bambino che è in noi fregandosene degli altri\, il medico simpaticamente omicida\, la difficoltà di vedere il bicchiere mezzo pieno durante la visione del telegiornale\, l’impossibilità di tenere a bada il proprio pene\, l’inconfidabile vena razzista\, la PAURA (scritta a caratteri cubitali) materializzata nel filo spinato di protezione intorno alla propria casa onde evitare che un qualche sconosciuto vi entri per ucciderci/derubarci/violentarci e provocare in noi il naturale giustificato sano bisogno di uccidere\, un uso illimitato di droghe per migliorare la propria vita e trasformare l’attività sessuale in un otto volante\, l’apparizione della nostra coscienza che ci consiglia di assumere una posizione rassegnatamente passiva di fronte a tutto quello che di inevitabilmente e inspiegabilmente brutto ci capiti\, la rabbia\, la rabbia potente che ci porta a dare testate sul pavimento così forti da poter piantare chiodi… e più Bogosian ci trasporta nel nostro peggio\, più le nostre risate sono liberatorie. \nNote di Pino Quartullo\nNon finirò mai di ringraziare Paolo Biag per avermi dato l’opportunità di immergermi nel mondo di Bogosian\, coinvolgendomi come regista per il suo spettacolo. \nNon abbiamo ritenuto necessario sostituire con personaggi italiani quelli americani (citati da Bogosian nel testo) per fare satira nostrana. Non abbiamo ritenuto necessario attualizzare il testo con personaggi e fatti di oggi. Come certi grandi classici ben radicati nella propria epoca\, “Piantando…” continua a raccontarci\, forse ancor più oggi di quando fu scritto\, la nostra contemporanea realtà impazzita. L’Italia di oggi\, ma ancora meglio bisognerebbe dire gli italiani di oggi\, assomigliano molto a certi americani anni ’90. Decidendo di lasciare il testo esattamente come era stato scritto nel 1993\, il confronto con il nostro oggi\, ci è sembrato ancora più inquietante. \nHo solo dirottato l’istinto rassicurante e comico di Paolo su territori lividi\, violenti\, aggressivi\, provocatori\, pur senza perdere l’irrefrenabile comicità di cui il testo di Bogosian è traboccante.\nFar ridere e colpire allo stomaco. Una risata vi risveglierà\, vi metterà in guardia\, facendovi riflettere come davanti ad uno specchio.\nForse ognuno ritroverà un pezzetto di sé in ognuno dei 12 personaggi che Bogosian ci descrive.\nPaolo Biag\, da anni\, studia e lavora autonomamente su testi di Bogosian: materiale straordinario per un attore. L’autore di origini armene\, scampato al genocidio turco e vissuto in America\, da quando aveva 9 anni\, offre possibilità interpretative virtuosistiche uniche\, con continui cambi e ribaltamenti\, finalizzati alla descrizione analitica\, lacerante\, violentemente sincera\, delle più aberranti tipologie umane dei nostri tempi. \nPiantando chiodi sul pavimento con la fronte è andato in scena in anteprima al Minetta Lane Theatre in New York City nel gennaio 1994 e prodotto da Frederick Zollo\, Nick Paleologos\, Ron Kastner e Randy Finch. Presentato grazie ai contributi della United Talent Agency. \nA proposito di Bogosian\nEric Bogosian (24 aprile 1953) è un attore\, drammaturgo\, scrittore americano.\nNato a Woburn\, nel Massachusetts\, da una famiglia di origini armene\, dopo essersi laureato all’Oberlin College\, si trasferì a New York per intraprendere una carriera teatrale.\nDa attore\, Bogosian ha uno stile che lo contraddistingue tra gli altri. I suoi show in cui egli è l’unico interlocutore sono una commistione minimalista di commedia nera\, commenti geopolitici e realismo sociale. Quando recita sul palco\, Bogosian di solito interpreta svariati personaggi ma non usa costumi particolari né sfondi: solo una sedia ed un microfono.\nTra il 1980 e il 2000 scrive i suoi sei monologhi: Men Inside; FunHouse; Drinking in America; Sex\, Drugs\, Rock & Roll; Pounding Nails in the Floor With My Forehead; Wake Up and Smell The Coffee per i quali ha ricevuto tre Obie awards. Altre opere teatrali di Bogosian sono SubUrbia; Griller; Red Angel; Humpty Dumpty. Tra i romanzi ricordiamo Mall e Wasted Beauty. Alcune delle sue commedie sono state messe in scena a Broadway. Fra i suoi spettacoli di successo si segnala Talk Radio (1987)\, diventato poi un film di Oliver Stone con Bogosian nei panni del protagonista. Questa opera gli è valsa la nomination al premio Pulitzer e l’Orso d’argento al Festival di Berlino.\nTra i suoi film come interprete e sceneggiatore\, ricordiamo: Cadillac Records (2008); Blade:Trinity (2004); Wonderland (2003); Ararat – Il monte dell’Arca (2002); Gossip (2000); Harry a pezzi (1997); Il colore del fuoco (1996); Benvenuti a Suburbia (1996); L’ultima eclissi (1995); Trappola sulle montagne rocciose (1995); Talk Radio (1988). Bogosian ha fatto parte del cast di Law & Order: Criminal Intent nel ruolo del capitano Daniel Ross\, ruolo che precedentemente era di Jamey Sheridan. Precedentemente ha partecipato anche a due episodi della terza stagione della serie madre Law & Order – I due volti della giustizia\, interpretando un avvocato difensore. \nPaolo Biag\nPaolo Biag nasce a Tarquinia il 18 maggio 1971. Si avvicina al teatro durante un corso fatto per caso e per curiosità ma è folgorazione immediata. La scoperta delle infinite possibilità espressive\, la catarsi\, la sperimentazione diretta di quella pluralità dell’io che fu studio della psicologia di fine ‘800 e poi ispirazione dei lavori teatrali di Pirandello\, la presa di coscienza di quella “frustrazione da nullità” descritta dallo psicoanalista Aldo Carotenuto che nasce dalla coscienza del soffocamento dell’io rispetto alla glorificazione di quel ruolo sociale che è compromesso tra individuo e collettività. Paolo vive tutto questo attraverso i suoi personaggi\, attraverso le sue maschere da trasformista.\nDa allora frequenta diversi corsi di recitazione\, sperimentando il teatro dal drammatico al comico\, alla ricerca di quella pluralità dell’animo umano\, alla ricerca di quell’io annichilito.\nNel 2011 studia Improvvisazione con i docenti di Improteatro presso la Scuola Nazionale di Improvvisazione Teatrale di Civitavecchia. Studia i meccanismi della comicità presso l’Accademia Nazionale del comico di Roma\, e poi alla scuola di cabaret dell’Accento teatro di Testaccio con cui collabora attualmente. Partecipa al workshop “Il Potere dell’Attore”\, tenuto da Ivana Chubbuck presso il teatro Eliseo di Roma.\nNel luglio 2018 inizia la collaborazione con Pino Quartullo per “Come se fosse lei”\, andato in scena con Pino Quartullo\, Paolo Biag (coprotagonista) e Gaia Messerklinger\, con musiche di Nicola Piovani eseguite da Raffaele Collicenza\, presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati. Nel 2019 è interprete del monologo “Piantando chiodi nel pavimento con la fronte” di Eric Bogosian\, diretto da Pino Quartullo. \nPino Quartullo\nAutore\, attore e regista. Laureato in Architettura. Diplomato in regia all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Diplomato in recitazione al Laboratorio di Esercitazioni Sceniche di Gigi Proietti. Numerosi premi tra cui: Concha de oro a San Sebastian e Nomination all’Oscar 1987 per miglior cortometraggio mondiale (Academy of Motion Picture Arts and Sciences) con EXIT\, secondo classificato (autore\, co-regista\, attore). Debutta in cinema con IL MARCHESE DEL GRILLO di Monicelli\, con Alberto Sordi. In teatro con L’AVARO di Moliere con Paolo Stoppa regia di Giuseppe Patroni Griffi. Dirige opere liriche\, musical\, prosa. In cinema scrive\, dirige ed interpreta quattro lungometraggi : QUANDO ERAVAMO REPRESSI con Francesca d’Aloja\, Alessandro Gassman\, Lucrezia Lante della Rovere e con la partecipazione di Vittorio Gassman (1992); LE DONNE NON VOGLIONO PIU’ con Lucrezia Lante della Rovere\, Antonella Ponziani\, Rosalinda Celentano\, Francesca Reggiani. (1993); STORIE D’AMORE CON I CRAMPI con Sergio Rubini\, Chiara Caselli\, Debora Caprioglio e Rossella Falk (1996); LE FAREMO TANTO MALE con Stefania Sandrelli e Ricky Memphis(1998).\nIn cinema e televisione come attore lavora con: Dino Risi\, Luigi Magni\, Mario Monicelli\, Antonello Falqui\, Ugo Gregoretti\, Enzo Trapani\, Monica Vitti\, Nanni Loy\, Alberto Sordi\, Nino Manfredi\, Vittorio Gassman\, Gianfranco Albano\, Luigi Perelli\, Marthe Keller\, F. B. Taviani\, Laura Antonelli\, Enrico Maria Salerno\, Ricky Tognazzi\, Sophia Loren\, Gerard Oury\, Sabine Azema\, Pierre Arditi\, Umberto Marino\, Alessio Boni\, Giovanni Veronesi\, Silvio Muccino\, Elio Germano\, Giacomo Campiotti\, Rossella Izzo\, Christian De Sica\, Lorella Cuccarini\, Monica Guerritore\, Remo Girone\, Veronica Pivetti\, Lina Sastri\, Sergio Castellitto\, Federico Moccia\, Raoul Bova\, Pupi Avati\, Luigi Lo Cascio\, Donatella Finocchiaro\, Luca Zingaretti\, Luisa Ranieri\, Manetti Bros\, Giampaolo Morelli\, Gigi Proietti\, Sergio Assisi\, Paolo Genovese\, Luca Miniero\, Margherita Buy. In teatro come attore recita in 64 spettacoli tra cui: A ME GLI OCCHI PLEASE con Gigi Proietti\, con altri allievi del Laboratorio; come coprotagonista con Elena Sofia Ricci in ESTATE E FUMO di Tennessee Williams\, regia di Armando Pugliese\, (1996’98)\, ne IL VANTONE di PierPaolo Pasolini con Arnoldo Foà (2001) ; interpreta TIMONE D’ATENE di Shakespeare\, regia di Jurij Ferrini. GOSSIP\, A SCUOLA DI MALDICENZA di Richard B. Sheridan\, con Toni Bertorelli\, Gianluca Guidi (al Globe Theatre di Roma). È protagonista maschile in tre spettacoli con la regia di Gigi Proietti: ne IL DRAMMA DELLA GELOSIA di Scola\, Age e Scarpelli\, con Pierfrancesco Favino (1999)\, Edoardo Leo (2000) e Sandra Collodel; in STREGATA DALLA LUNA di John Patrick Shanley\, con Sandra Collodel e Isa Barzizza (2003-2005) Politeama Teatro Brancaccio; in QUELLA DEL PIANO DI SOPRA di Pierre Chesnot\, con Sandra Collodel. (stagione 2005-2007); coprotagonista ne L’EBREO di Gianni Clementi\, con Ornella Muti (2009-2010); con Sabrina Ferilli e Maurizio Micheli in SIGNORI LE PATE’ DE LA MAISON! (dal 2013 al 2016); in COME SE FOSSE LEI con Lino Guanciale e Fabio Troiano (2018-2019);\nNei prossimi mesi sarà protagonista ne IL FU MATTIA PASCAL dal romanzo di Luigi Pirandello\, regia Guglielmo Ferro (grande successo al Festival di Borgio Verezzi 2018). Dopo lo straordinario esito al Festival di Borgio Verezzi 2019\, da Febbraio 2020 sarà ancora co-protagonista (e regista) di HOLLYWOOD BURGER di Roberto Cavosi\, con Enzo Iacchetti\, prodotto da La Contrada di Trieste (a Maggio 2020 al teatro Olimpico di Roma); sarà coprotagonista con Paolatiziana Cruciani in CHI L’HA VISTA? una commedia di Paolatiziana Cruciani\, (a Maggio 2020 al teatro Manzoni di Roma). È coprotagonista maschile nel film BURRACO FATALE di Giuliana Gamba\, con Claudia Gerini\, Angela Finocchiaro\, Paola Minaccioni\, Caterina Guzzanti\, Loretta Goggi\, in imminente uscita nei cinema. \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:VOLEVO VEDERE IL MARE
DESCRIPTION:Dall’8 al 13 ottobre 2019\, da giovedì a sabato ore 21\, domenica ore 18 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nDi Armando Quaranta\n“Il punto è che da piccolo pensi di poter fare qualsiasi cosa e poi scopri che non è così. È come se ci fosse un cartellone luminoso gigante che dice “PUOI ESSERE CIÒ CHE VUOI”\, che ti illumina a giorno il cervello ad ogni ora. Che ti dice che il mondo intero è pieno di opportunità accessibili a tutti e io\, non per un discorso ideologico\, non per chissà quale presa di posizione\, non perché non posso\, non so più\, a trent’anni\, che cazzo farmene di tutto ciò”.\nIl trentesimo anno d’età è considerato\, nell’immaginario collettivo\, il momento della maturità\, dell’inizio dell’età adulta\, “l’inizio della fine” – come urlano in molti nei brindisi di compleanno.\nCapita però di arrivare a questo traguardo e di non sentirsi affatto pronti. Un evento particolare\, però\, porterà il protagonista a riconsiderare tutto e lo porrà di fronte a un bivio. La scelta non sarà facile e\, camminando senza meta\, cercherà un aiuto\, un segnale\, che lo porti a percorrere la via “giusta”\, anche se non è stata ancora inventata una segnaletica per raggiungerla.\nUna folla di personaggi\, reali e immaginari\, gli spiegheranno che le scelte non sono più rinviabili e che deve – improrogabilmente – dare forma alla sua vita. \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:MANCA SOLO MOZART
DESCRIPTION:5 ottobre 2019 ore 21\ndomenica 6 ore 18 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nUn testo intimo e inedito è in scena al Cometa Off di Roma. Protagonista assoluto di “Manca solo Mozart” è Marco Simeoli che\, il 5 e il 6 ottobre\, porta sul palco la storia di coloro che hanno dato vita a “Musica Simeoli”\, il negozio di famiglia fulcro delle attività musicali di tutta la città. \n  \nUn sogno è una proiezione\, una constatazione\, un avvertimento\, un desiderio non comunicabile\, non dicibile\, non pronunciabile. È un’azione così potente da aver bisogno d’essere interrotta. È il luogo in cui l’immaginario gioca la sua partita più bella\, ma più di ogni altra cosa è un profondo dialogo con se stessi. Sognare è una libertà che appartiene a tutti ed è per questo\, forse\, che contiene in sé la possibilità della rivoluzione. \nIl sogno shakespeariano è una commedia\, ma la narrazione che si snoda al suo interno è capace di raccontare il nero dell’esistenza e di spalancare la domanda dell’uomo: noi chi siamo e da chi è governata la nostra esistenza?\nCosì prima Teseo e Ippolita\, ma poi anche gli attori e gli innamorati\, questa grande bottega di uomini di estrazione sociale diversa\, ci vengono mostrati nell’affaccendamento della vita: rincorrono desideri\, tentano di esaudire sogni piccoli e grandi\, sono generatori di conflitti e soprattutto traboccano di emozioni.\nIn ogni spazio bianco tra le righe del testo\, Shakespeare sembra ricordarci che l’uomo – dunque noi – non è nient’altro che un burattino nelle mani di chissà chi e a nulla serve agitarsi\, urlare\, strepitare.\nNon bastano le fate\, gli elfi e le magie del bosco ad allontanare questa commedia dalla vita.\nD’altronde all’uomo si può togliere tutto\, tranne le emozioni.\nE forse questa è la vera rivoluzione. \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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DESCRIPTION:Dal 27 al 29 settembre\, venerdì e sabato ore 21\, domenica ore 18\nBiglietti non disponibili online\nIntero 12\,50€ più 2\,50€ di tessera associativa\nRidotto 7\,50€ più 2\,50€ tessera associativa (under 25\, studenti\, over 60)\nInfo e prenotazioni 06.57284637 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nDopo il grande successo riscosso lo scorso anno al Teatro Biondo di Palermo\, debutta a Roma al Cometa Off\, dal 27 al 29 settembre\, CLICK CLOCK\, spettacolo scritto dall’attore e regista Giovanni Libeccio\, anche interprete accanto a Lorenzo Parrotto e Roberta Azzarone. \nUn dramma in atto unico in due quadri\, ambientato in un ‘non luogo’ dove si incontrano\, odiano\, sfidano\, amano i due protagonisti: Costantino\, giovane rampollo spregiudicato della ‘Palermo bene’ e Jolly\, giudice\, anima\, coscienza\, che confonde\, seduce e impaurisce Costantino costringendolo a fare un’amara analisi della propria vita. \nGiovanni Libeccio\, in seguito all’ottimo riscontro dell’opera prima “Come Fratelli”\, che vide la partecipazione di Luigi Maria Burruano\, traspone in scena un inedito testo\, surreale e moderno\, sul rapporto degli uomini con il tempo e la morte\, descrivendo una situazione in bilico tra l’ironico e onirico\, avvolta da un ritmo sorprendente. \nUn viaggio attraverso rimpianti e rimorsi\, una metafora della vita resa tramite lo scorrere di un tempo tradotto in minuti\, secondi\, istanti\, che muta in base a come è percepito e vissuto. Una profonda e ironica riflessione sull’esistenza\, che si muove tra tematiche fortemente attuali \, come la giustizia e la corruzione. \nIn scena\, a dare voce e corpo ai protagonisti\, due giovani attori diplomati all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”: Lorenzo Parrotto\, già nel cast del “Satyricon” di Francesco Piccolo con la regia di Andrea De Rosa e dell’ adattamento teatrale di Zerocalcare “Kobane Calling”\, e Roberta Azzarone\, vincitrice del Premio SIAE come miglior corto nel 2015\, e tra gli interpreti di “Spettri” per la regia di Walter Pagliaro – produzione Teatro Biondo. \nLa regia è affidata allo stesso Giovanni Libeccio\, coadiuvato da Gaspare Di Stefano. \n“Nella mia mente CLICK CLOCK è qualcosa di intangibile\, indefinito\, fluttuante ed evanescente come un sogno che non sei certo di ricordare\, ma che lascia strascichi netti e definiti. E li lascia con i suoi personaggi: tre individui che ci aiutano a comprendere questa storia\, che è la storia di tutti quegli uomini pentiti\, pentiti di non aver detto\, non aver fatto. E intanto il tempo scorre: click\, clock\, click\, clock…”- annota il regista – “L’ho scritta in breve tempo\, quando vivevo ancora da poco a Palermo. Talmente poco\, da potermi considerare ancora oggettivo e terzo rispetto la ‘ehi fu Splendida’. Ma Palermo è un pretesto\, null’ altro! La questione è un’ altra\, la questione è la vita\, il destino e le scelte. La questione è ‘nel mentre’.” \n“Quando Giovanni mi propose di coadiuvarlo nella regia di questo testo”- aggiunge Gaspare Di Stefano – “ne rimasi molto felice e soddisfatto. Dopo il successo di “Come Fratelli”\, che nacque quando ancora abitava a Roma\, pensavo fosse difficile poter collaborare di nuovo visto il suo ritorno in Sicilia. Il tempo passa Click Clock Click Clock… ma non passa la nostra amicizia e collaborazione artistica.” \nPièce teatrale di Giovanni Libeccio\nregia di Giovanni Libeccio e Gaspare Di Stefano\ncon Lorenzo Parrotto\, Roberta Azzarone e Giovanni Libeccio\nscene Sergio Inglese e Veronica Randazzo\ndisegno luci Gaspare Di Stefano\nselezione musicale Lorella Libeccio \nproduzione Oddo Management \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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SUMMARY:LA NOTTE DEI GRANDI
DESCRIPTION:24 e 25 settembre 2019 ore 21 \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI\n  \nQuattro studenti di un Liceo\, vengono rinchiusi dal Professore di Italiano nella Biblioteca dell’istituto.\nSarà un’occasione per riflettere sul futuro\, sulle loro paure e sul coraggio di diventare Grandi. \nScritto e diretto da Piergiorgio Seidita\nInterpreti: Francesca Carrain\, Nicola Parini\, Giulia Tubili\, Francesco Venerando \nDurata spettacolo: 50 minuti \nPer partecipare all’evento devi essere socio dell’Associazione Culturale Cometa Off\nASSOCIATI
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