BARBABLU’

Accademia Perduta e Romagna Teatri

presentano

BARBABLU’

di Hattie Naylor traduzione di Monica Capuani

con : Edoardo Frullini

Regia : Giulia Paoletti

 

Barbablù è un seduttore, ammaliatore, provocatore. Un intelligente galantuomo che ci sa fare con le donne, soprattutto con alcune. Un predatore che passeggia e fiuta la preda ancor prima che essa diventi tale. Un giocatore competitivo che contempla la vittoria come unico finale possibile. Barbablù osserva e ammicca. È gentile e premuroso. Fa un passo alla volta e non si concede mai subito e mai del tutto. Ascolta e risponde al bisogno più intrinseco. Accarezza e coccola. Desidera e idealizza. Crea connessioni perfette. Ama. Barbablù ha bisogno di sentirsi forte e superiore. Non scende dentro di sé. Non risponde alle domande. È vulnerabile e non sostiene la cura dell’altro. Barbablù tesse la sua (di lui, di lei) gabbia. È in trappola. Per non esplodere dentro, esplode fuori. Barbablù violenta, tortura, uccide. Vince.

Non si può combattere il male rimuovendone solo l’effetto, non si può annientare la malattia eliminandone il sintomo, non si può abolire la violenza sopprimendone la manifestazione.
I numerosi tentativi contro la violenza di genere agiscono, nella maggioranza dei casi, sull’evento e sull’atto che è già stato compiuto o subìto. Barbablù è, invece, il pretesto per dar voce all’esplorazione degli strati più profondi e primordiali di comportamenti e personalità che si trasformano da apparentemente sani a malsani e patologici. Barbablù ha senza dubbio una visione distorta delle relazioni, dei sentimenti, del sesso.  Ma qual è il limite oltre il quale il consentito diventa irrispettoso, violento, illegale? Le donne di Barbablù sono intrinsecamente già vittime. Sono vittime di personalità probabilmente troppo fragili, di famiglie in cui la forza femminile è sempre stata assecondata a desideri altrui, di relazioni in cui la dimostrazione del sentimento e del bene era sinonimo di sopportazione e tolleranza, di contesti in cui il senso di inadeguatezza affibbiato loro era considerato normale, di società in cui valutare un essere umano superiore o inferiore rispetto ad un altro è regolare.
In ogni atteggiamento, in ogni gesto, in ogni parola, può insinuarsi quel meccanismo di gioco-forza in cui ogni relazione deve necessariamente prevedere che ci sia un vincitore e un vinto, un predatore e una preda, un carnefice e una vittima. È proprio questo gioco-forza che emerge dalla penna di Hattie Naylor e che ritengo necessario indagare e approfondire.
Entrambi i partecipanti conoscono istintivamente le regole ma pochi osano infrangerle per paura di scendere in territori sconosciuti in cui la vulnerabilità è considerata la vera debolezza. È così che i due diventano avversari e finiscono per far sì che i loro ruoli arrivino perfino a confondersi. Non considerando la giustificazione neanche come remota possibilità, il tentativo è la comprensione del reale aspetto di Barbablù, per poter prendere coscienza della causa che sta alla base di questi comportamenti, riconoscerla, scegliere di annientarla, con la certezza che estirpare la radice di questo dualismo è difficile ma non impossibile.

Giulia Paoletti

Hattie Naylor

Scrittrice britannica pluripremiata. Scrive oltre cinquanta opere teatrali, tre racconti e un’opera radiofonica. Studia danza presso la Nottingham Trent University e poi studia alla Slade School of Fine Art, accademia di Belle Arti classificata come uno dei migliori istituti scolastici di arte e design del Regno Unito. Dopo la laurea frequenta la Desmond Jones School of mime and physical theatre e un Master di Screen Writing al London College of Printing. Tiene seminari in tutto il mondo per il British Council e insegna Sceneggiatura presso il Master di Scrittura Creativa della Bath Spa University.
Le sue opere più importanti sono: Ivan And The Dogs (nominato agli Olivier Awards nella sezione Outstanding Achievement e vincitore del Tinniswood Award 2010), The Night Watch, The Diaries Of Samuel Pepys (nominato Best Radio Drama 2012), The Aeneid (nominato miglior adattamento radiofonico ai BBC Audio Awards 2013), Bluebeard, Going Dark nominato come miglior Critics Choice sia nel The Guardian che nel Time Out magazine.

Monica Capuani

Laureata in Letteratura Italiana alla Sapienza di Roma, giornalista freelance nata nel gruppo Espresso-Repubblica e attualmente attiva nei settori cultura, società, spettacoli e inchieste per molte testate tra cui L’Espresso, La Repubblica, D-La Repubblica delle Donne. Traduttrice letteraria da inglese e francese (ha al suo attivo una settantina di romanzi).
In teatro fa un lavoro di scout, traduttrice e promotrice: ad oggi ha tradotto 137 testi teatrali.
Rilevante la sua attività di traduttrice e acquisitrice di diritti di testi narrativi e teatrali attraverso la quale contribuisce alla diffusione della drammaturgia contemporanea in Italia.

 

📅 Da Martedì 28 Novembre a Sabato 02 Dicembre 2023 ore 21.00

📅 Domenica 03 Dicembre 2023 ore 17.30

 

🎟️ Biglietto Intero Botteghino :  € 17,50  (+ 💳 tessera associativa di € 2,50)

 

L’evento è riservato ESCLUSIVAMENTE ai soci di Cometa Off. 

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BIGLIETTI

 

TEATRO COMETA OFF

Via Luca della Robbia 47 (angolo Piazza Testaccio)

Infoline e prenotazioni : 06 57284637

email : cometa.off@cometa.org

Teatro sanificato nel rispetto delle misure ANTICOVID.

IL BAR DEI NOMADI

PIERGIORGIO SEIDITA

presenta

IL BAR DEI NOMADI

Monologo scritto e diretto da Piergiorgio Seidita

con  Jacopo Casalino

 

Il Bar dei Nomadi è un luogo dove artisti e gente comune hanno fatto scelte importanti, ad osservarli, il giovane garzone Guido che non ha mai avuto il coraggio di varcare la porta e vivere davvero la sua vita. Ma un incontro, più degli altri, forse, lo porterà a cambiare tutto.

Il Monologo è interpretato da Jacopo Casalino (Allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia) e diretto da Piergiorgio Seidita (Premio Troisi nel 2019 e vincitore del Critic’s Choice Award in Australia).

 

📅 Lunedì 27 Novembre 2023 ore 21.00

 

🎟️ Biglietto Intero  :  € 12, 00  (+ 💳 tessera associativa di € 2,50)

 

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GRIMMROCK

ASSOCIAZIONE ARIADNE – COMPAGNIA TEATRO A

presenta

GRIMMROCK

I MUSICISTI DI BREMA

 di&da Fratelli Grimm

con Claudia Ligorio e Marco Zigari

 

“I musicisti di Brema” è la famosa favola dei Fratelli Grimm, che ha divertito ed appassionato generazioni di bambini. La Compagnia Teatro A la ripropone in una versione teatrale rock e multimediale; aggiorna la messa in scena, con la consapevolezza che i più piccoli hanno necessità di nuovi stimoli. Ma il contenuto, il messaggio della fiaba cult restano immutati.
La Compagnia Teatro A è una delle realtà teatrali maggiormente impegnate in attività di ricerca teatrale e di divulgazione culturale; nell’ambito della rassegna “TeatroFest”, domenica 26 novembre alle ore 11.00, propone, al Teatro Cometa Off, la rappresentazione “GrimmRock/I Musicisti di Brema”.

L’articolata azione scenica, con musiche e visioni rock la rendono una favola contemporanea adatta a tutta la famiglia. Si vogliono coinvolgere i bambini nel gioco teatrale dandogli la possibilità di esprimere loro stessi.
La regia è di Valeria Freiberg; in scena, agli attori della Compagnia Teatro A Claudia Ligorio e Zeno Franceschi.
Protagonisti il giovane Trovatore e i suoi amici; un asino, un cane, un gatto e un gallo che giungono a Brema per allestire uno spettacolo musicale. Nella fiaba originale gli animali venivano trattati male dai loro padroni, in questa nuova ed aggiornata edizione trovano un loro riscatto.

Sottolinea la regista Valeria Freiberg: “Nella nostra favola i quattro animali sono finalmente liberi, vivono senza padroni e si riuniscono in una banda musicale. Inoltre hanno dei nuovi e coraggiosi amici: una Principessa che si innamorerà perdutamente del giovane Trovatore, un investigatore privato che vorrà ostacolare il loro amore e un Re buffo, ma tenero e alla moda”.
Sono presenti anche dei briganti. Lungo la via gli artisti affronteranno molte avventure e le strade di Brema saranno un palcoscenico perfetto dove esibirsi per far divertire i bambini.

Lo spettacolo ha diverse morali, insegna ai bambini l’importanza del lavoro di squadra, a non arrendersi di fronte alle difficoltà ed a rendere le proprie diversità un punto di forza.
“GrimmRock/I Musicisti di Brema” – conclude la regista – con linguaggio moderno, indica ai piccoli spettatori la strada verso il coraggio, l’altruismo e la fedeltà, ma è anche un monito al rispetto degli animali”.

 

📅 Domenica 26 Novembre 2023 alle ore 11.00 

 

🎟️ Biglietto Intero :  € 10,00 (+ 💳 tessera associativa di € 2,50)

 

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TEATRO COMETA OFF

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SUAD

ASSOCIAZIONE ARIADNE – COMPAGNIA TEATRO A

presenta

SUAD

Drammaturgia e Regia di Valeria Freiberg

con Cristina Colonnetti, Erica Lauro e Giada Negro

 

Suad racconta la tragica storia di una donna costretta a subire un sopruso, punita per una gravidanza arrivata prima del matrimonio.
Il suo corpo viene cosparso di benzina e le viene dato fuoco su volere della sua stessa famiglia. Una vicenda sconvolgente e, purtroppo – basti pensare alla recente storia di Saman Abbas, la 18enne di origine pakistana uccisa dai suoi stessi familiari – ancora di viva attualità.
Suad non è una, o meglio è la stessa vista da angolazioni differenti portate in scena da tre donne vestite di nero. C’è la Suad di oggi (Cristina Colonnetti) che racconta la storia attuale; c’è la Suad di 19 anni fa, quando uscì il libro (Erica Lauro) che riflette sulla sua tragica vicenda; c’è una ballerina (Giada Negro) che propone con la danza la vitalità e l’incredibile varietà di sensazioni.
Le tre donne raccontano la stessa storia, rappresentando l’Anima, la Ragione e il Corpo di Suad, con le loro voci che si inseguono e si sovrappongono.

«Lo spettacolo – spiega la regista Valeria Freiberg – è ideato con un formato narrativo originale, distante dai canoni tradizionali, cercando di far emergere soprattutto i significati più profondi della storia della ragazza. Ciò si realizza rivelando anche la parte oscura della sua vita di allora, attraverso il linguaggio del corpo, la musica e i contributi video. Ogni movimento di scena è simbolico, integrato nella visione quasi plastica, minimalista della regia».

 

📅 Giovedì 23 e Venerdì 24 Novembre 2023 alle ore 10.30 

 

🎟️ Biglietto Intero :  € 10,00 (+ 💳 tessera associativa di € 2,50)

 

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IO CHE AMO SOLO TE

Società per Attori e Bluestocking

presentano

IO CHE AMO SOLO TE

di Alessandro Di Marco e Lucilla Lupaioli

con  Riccardo D’Alessandro, Andrea Lintozzi e con Alessandro Di Marco

Scene e Costumi : Nicola Civinini – Aiuto Regia : Guido Del Vento – Luci e Fonica : Sirio Lupaioli

Foto di Scena : Marcella Sistola e Simona Casadei

Regia di Alessandro Di Marco

 

Questo testo vuole raccontare una storia come tante che parte dal ricordo, forte e doloroso, di un uomo che, alle soglie della mezza età, sente il bisogno di urlare al mondo la sua vera natura, che niente, nemmeno una moglie amorevole e dei figli adorati, hanno potuto cambiare. Il ricordo di un amore adolescenziale lo porta a rivivere, nella memoria, i momenti in cui, davvero, avrebbe potuto scegliere, se solo fosse stato più forte, più coraggioso. Se solo.

Sulla scena vediamo prendere corpo le memorie di quest’uomo che rivive il ricordo di un amore inaspettato e forte, rivelatore di una natura forse mai nemmeno sospettata. Una natura scomoda e terrificante, soprattutto quando si hanno sedici anni e un bisogno di essere parte di tutto, di non essere esclusi, mai, ad ogni costo. La scena quasi vuota fa da sfondo alle parole consapevoli e meditate dell’adulto che, nella sua memoria, vede rivivere la leggerezza di un amore adolescenziale, fatto di un linguaggio diretto e immediato, di musiche rock martellanti, di rabbia e tenerezza. Come se, davvero, non ci fosse un domani. Lui si ricorda tutto. Nonostante le rughe siano comparse intorno ai suoi occhi e gli anni lo abbiano appesantito, ricorda ogni minimo dettaglio. Si ricorda di quella sera, della musica, dei suoi occhi, dell’odore e della pelle. Del mistero, della trasgressione, della paura. E della sensazione di essere, per la prima volta, dove si deve essere. Perché è proprio in quel momento che ha capito che non esiste altro qui e ora che non sia nel suo respiro. Nel respiro di lui che sfiora le labbra e il collo.

Niccolò e Valentino si conoscono da sempre. Perché a 16 anni, a pensarci bene, il tempo è sempre. Nicco e Vale, che hanno accorciato i loro nomi perché non hanno il tempo di pronunciarli per intero, fanno tutto insieme e dividono tutto. La scuola, le interrogazioni, le partite di pallone, le birre, il fumo. Nicco e Vale condividono un tempo, l’adolescenza, che sembra essere sempre e per sempre. Un tempo che corre al ritmo accelerato di musica martellante nelle orecchie e birre a buon mercato, partite di pallone fino all’ultimo respiro, notti interminabili passate a parlare e sperare. Tutto corre e scorre, immutabile e rassicurante, fino a quella sera. La sera in cui, dopo una festa annebbiata dal fumo e dall’alcol, Nicco e Vale scoprono di potersi amare in un modo che mai, forse, avrebbero pensato. O che forse, chissà, era da sempre davanti ai loro occhi, ma guardarlo, anche solo pensare che potesse esistere, faceva paura, davvero troppa paura. Tutto è perfetto, come scoprire che l’amico di sempre è anche l’amore della tua vita, quello che, almeno in quel momento, credi possa durare in eterno perché è assoluto, perfetto e fondamentale. Ma arriva la paura, il terrore freddo e crudele del giudizio degli altri, delle famiglie, della scuola, del gruppo di amici. E di fronte a questo non bastano le parole, non basta la speranza che qualcosa possa cambiare, e soprattutto non basta l’amore. Perché si è troppo giovani, forse, per essere davvero coraggiosi. E allora, forse, è meglio stare con la maggioranza, ridere di un frocio di merda e sputargli in faccia, magari. Anche se quel frocio è proprio il tuo amico della vita, il tuo amore puro per il quale sai che potresti anche morire. Tutto, purché non si sappia niente di quei baci e di quelle carezze. E di quanto era bello stare ore insieme, anche soltanto a guardarsi.

Lui ha provato a perdonarsi, ci ha provato ogni singolo giorno della sua esistenza tiepida, fatta di bugie e di sorrisi a mezza bocca. Ha provato a sostituire quei sospiri con una moglie, una famiglia, giornate consuete come quelle di chiunque. Come se quel qui e ora, quella musica e la pelle di lui non fossero mai esistiti.
Si tratta di un percorso, di un viaggio, eroico e doloroso al tempo stesso. Il percorso verso l’accettazione di sé, però, non è sempre agevole. Spesso, anzi, è doloroso, frastagliato, impervio e malagevole. Un percorso freddo e inospitale, di quelli che si pensa “meglio starsene qui, al caldo, sotto le coperte, senza cambiare nulla”. Perché ad uscire fuori il freddo è davvero troppo, il rischio di farsi male inaccettabile.
Si tratta di un uomo, che ripensa e rivede il suo passato e l’occasione, forse persa, di essere se stesso, di essere libero. Si tratta del suo racconto di una sera uguale a tante che, però, così uguale non è, perché, forse, avrebbe potuto cambiargli la vita. Si tratta della paura, del rimorso e del rimpianto.
Si tratta di due adolescenti, forti delle loro certezze e di un’amicizia inossidabile, che scoprono di amarsi in un modo che mai e poi mai avrebbero pensato possibile. Le certezze crollano, certo, arrivano la paura e il puro terrore di essere scoperti e derisi. Ma, al tempo stesso, la felicità. Rapida e terrificante, folle e inebriante. La felicità. La felicità di aver trovato lui, l’amico di sempre che si trasforma nell’amore che sempre, forse, si è cercato. Sensazioni contrastanti, che richiedono coraggio, comunicazione, condivisione. E Nicco e Vale, innamorati e terrorizzati, forse, a sedici anni, quel coraggio non ce l’hanno.

Secondo uno studio dell’Università di Edimburgo, un ragazzo su quattro che si suicidano tra i sedici e i venticinque anni, lo fa perché non riesce ad accettare l’idea di essere omosessuale, dunque deriso, escluso, emarginato dal gruppo o, nella peggiore delle ipotesi, bullizzato o picchiato.

 

📅 Da Martedì 21 a Sabato 25 Novembre 2023 ore 21.00

📅 Domenica 26 Novembre 2023 ore 17.30

 

🎟️ Biglietto Intero  :  € 17,50  (+ 💳 tessera associativa di € 2,50)

 

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TEATRO COMETA OFF

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IL CONDOMINIO DI GIULIA

ESSERRE in collaborazione con FORMI4

presenta

IL CONDOMINIO DI GIULIA

di Francesca Staasch

Regia di Riccardo Scarafoni

con : Fabiana Bruno, Ughetta D’Onorascenzo, Gabriele Linari, Veruska Rossi, Fabrizio Sabatucci e Riccardo Scarafoni

Costumi : Lisa Sorone – Sarta : Sara Iacobini – Scene : Emanuela Cignitti – Luci : Giacomo Cursi – Aiuto Scenografia : Francesca Meloni – Ufficio Stampa : Claudia Ragno – Foto e Locandina : Patrizio Cocco – Assistente di Produzione : Martina Polizzi – Assistente Regia : Daniele Felici– Regista Assistente : Leonarda Imbornone – Aiuto Regia : Veruska Rossi

Le Voci :  GIORGIO : Francesco Venditti – DOTTORESSA : Cinzia Villari

 

Siamo nella testa Giulia, un’autrice televisiva quarantenne, in cui vivono e agiscono 6 entità: COSCIENZA, RAZIONALITA’, SENSO DI COLPA, SPERANZA, SISTEMA NERVOSO e CUORE.
E’ questo “Il Condominio di Giulia”.
E sono questi “condòmini” , che a turno si manifestano, si agitano, agiscono ognuno secondo la propria natura, a raccontarci il percorso di Giulia verso la sofferta decisione che dovrà prendere.

Attenzione DOMENICA 12 Novembre lo spettacolo è programmato

ALLE ORE 21.00

📅 Venerdì 03 e Sabato 04 Novembre 2023 alle ore 21.00 

📅  Domenica 05 Novembre 2023  ore 18.00

📅  Da Martedì 07 a Sabato 11 Novebre 2023 alle ore 21.00 

📅  Domenica 12 Novembre 2023  ore 21.00

📅 Da Martedì 14 a Sabato 18 Novebre 2023 alle ore 21.00 

📅 Domenica 19 Novembre 2023  ore 18.00

 

🎟️ Biglietto Intero :  € 15,50 – PROMO Martedì-Mercoledì-Giovedì : € 12,50  (+ 💳 tessera associativa di € 2,50)

 

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ELEGANTE ITALIANO

ELEGANTE ITALIANO

con  Reo Confesso e Stefy Gamboni

Regia di Giò Di Sarno

Con il Maestro Francesco Mauro

Lo spettacolo ideato da Reo Confesso, all’anagrafe Alessandro Giannursini, nasce dal lavoro discografico “DESTINO”, realizzato con la produzione artistica e gli arrangiamenti di Alberto Laurenti.
Gli arrangiamenti dei brani di Stefy Gamboni sono di Papik.
Il recital abbraccia, attraverso la musica italiana elegante, il periodo più bello della Roma by night, in cui l’artista è stato uno dei veri protagonisti.
L’incontro con la voce di Stefy Gamboni ha rafforzato l’idea di portare in scena un periodo particolarmente fortunato per la musica leggera italiana, in cui voci, parole, musica ed eleganza facevano la differenza.
Le canzoni non sono le uniche protagoniste, a condurre il pubblico per oltre 90 minuti in un viaggio unico tra ricordi ed emozioni stesi su nuovi arrangiamenti musicali, ci saranno alcuni monologhi inerenti ai brani interpretati.
Sul palco con i due cantanti il M° Francesco Mauro al Pianoforte

Reo Confesso:
Cantante ed interprete al suo quarto lavoro discografico

Stefy Gamboni:
Cantante di lungo corso, presente in cinque produzioni discografiche di Papik

Francesco Mauro:
Musicista e arrangiatore, attualmente impegnato nella realizzazione di lavori musicali per il programma televisivo Uno Mattina in Famiglia, Rai Uno.

 

📅 Lunedì 23 Ottobre 2023 alle ore 21.00

 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

🎟️ Ingresso Biglietto Unico :  € 17,50 (+ 💳 tessera associativa di € 2,50) 

 

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POLE DANCE

La Compagnia InControVerso

presenta

POLE DANCE

Una Commedia Surreale

Testo e Regia Sargis Galstyan

con : Giorgio Borghetti, Stefano Antonucci, Mariné Galstyan, Ermanno De Biagi, Vittoria Rossi, Eleonora Scopelliti e Francesco Sgrò

Scenografie : Sargis Galstyan  – Luci : Gabriele Planamente – Ufficio Stampa : Maresa Palmacci

 

Pole Dance è una commedia dove il principale personaggio è Ruben Moretti, un docente di storia della religione e filosofia. All’inizio dello spettacolo Ruben Moretti appare come una persona razionale, intelligente, con la mente aperta riguardo i rapporti tra donne e uomini e, per come si descrive lui, una persona civile.

Presto accadranno delle situazioni che lo faranno riflettere sulla vita che ha vissuto e su particolari che gli sembravano insignificanti. Dovrà affrontare le conseguenze dei princìpi che, da persona civile e rispettosa verso i diritti delle donne, ha sempre tollerato.

Tutto ha inizio con l’arrivo del figlio che nasce con la pelle nera, una tragedia personale che lo sconvolge completamente! Ovviamente il primo pensiero, e unica risposta, sembra essere quella di essere stato tradito dalla moglie Angeline. Lei, una missionaria, è un personaggio che si presenta con caratteristiche positive: carità e onestà, due parole che descrivono meglio questo personaggio; il  tradimento sembra essere una risposta impossibile, ma tutto pian piano inizia ad avere uno sviluppo piuttosto inaspettato e complesso.

Tutto quello che dovrà scoprire Ruben gli cambierà completamente il modo di vedere quelle cose che sembrano banali, insignificanti o incivili, ma che possono percettibilmente influenzare e radicalmente cambiare la vita di chiunque. Durante la ricerca delle verità che avvalorino il suo sospetto, Ruben incontra Virginie: una ballerina di pole dance che paradossalmente, nonostante il lavoro che fa, risulta essere una persona molto intelligente, laureata in psicologia.

Nel suo percorso incontrerà anche Shalom Kaganovich, un ebreo ortodosso patologicamente interessato al proprio albero genealogico, e Chicco Marrone, imprenditore fallito, altrettanto fissato ai significati dei nomi delle persone. Questi, due pazienti della Dottoressa Fottichina apparentemente, o forse realmente, psicopatici lo faranno riflettere ancora di più. I consigli e le informazioni che riceve dai pazienti, diventati trappole per loro stessi, paradossalmente sembrano essere preziosi e sinceri, ma soprattutto ragionevoli per Ruben. Una scena brillante e leggera, nonostante si tratti della scena cardine da cui scaturisce il conflitto dello spettacolo, è quella con la Dottoressa Agrippina Nerone che annuncia a Ruben la nascita del figlio.

Agrippina è un personaggio razionale, come Ruben, tale da dire senza alcuna delicatezza ad un paziente di prepararsi a morire perché ha una malattia incurabile. Dall’incontro di questi due personaggi razionali scopriamo una delle caratteristiche di Ruben: un grottesco atteggiamento civile, che lo rende incapace di affrontare, per l’appunto civilmente, una tragedia personale.

Con l’ultimo personaggio in fine, si arriva alla scena chiave: l’incontro con Padre Onan, uno scienziato che lo aiuterà a trovare la risposta definitiva; una rivelazione paradossalmente scientifica, inaspettata, inindovinabile che fino a l’ultimo tiene il pubblico incuriosito.

Lo spettacolo è pieno di paradossi e strane coincidenze che possono sembrare costruite apposta per dargli uno sviluppo previsto ma, come dice Chicco Marrone, “Tutte le coincidenze sono strane, altrimenti non si chiamerebbero coincidenze”.

I paradossi invece sono dei fatti che ci circondano dappertutto e ogni volta, scoprendo un paradosso, ci rendiamo conto che qualsiasi modello o fatto comunemente accettato, può nascondere una verità paradossale oppure un significato molto più profondo. Lo spettacolo è molto leggero e divertente nonostante gli argomenti trattati. Parallelamente alle azioni dei personaggi, nelle nuvolette dei loro pensieri, si proiettano delle scene surreali che entrano in conflitto con l’atteggiamento degli stessi.

Il titolo Pole Dance si può interpretare come un riferimento indiretto al rapporto sessuale tra uomo e donna; e qui la psicologa che fa pole dance, diventa un simbolo dei vari paradossi presenti.

 

📅 Da Mercoledì 18 a Sabato 21 Ottobre 2023 alle ore 21.00 

📅 Domenica 22 Ottobre 2023  ore 18.00

📅 Da Martedì 24 a Sabato 28 Ottobre 2023 alle ore 21.00 

📅 Domenica 29 Ottobre 2023  ore 18.00

 

🎟️ Biglietto Intero Botteghino :  € 16,50 (+ 💳 tessera associativa di € 2,50)

 

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BENJI

InArte

presenta

BENJI

Adult Child Dead Child

di Claire Dowie

Traduzioni di Anna Parnanzini Maggie Rose

Regia Pier Paolo Sepe 

con Chiara Tomarelli

Pigrecodelta Distribuzione Teatrale

 

Quando da bambino
Non vieni amato, quando non c’è amore
Quando hai questa sensazione che non riesci a spiegare
Questa sensazione dentro di te, che non riesci a spiegare
Non sai dire cos’è, non puoi dire che è mancanza d’amore
Perché non hai le parole
Hai solo questa sensazione, ma non hai le parole
Le parole per dire che nessuno ti ama. Non amato.

Così inizia Benji, testo teatrale scritto da Claire Dowie, presentandoci subito la crepa dentro la quale si dipanerà e costruirà la vita di una bambina, poi ragazza.
Benji racconta di un grave disagio psichico, mettendo in scena una personalità scissa che per esistere in una collettività oppressiva deve crearsi un amico immaginario.
Attraverso il racconto della sua vita, dall’infanzia, piano piano si disvelano le emozioni più profonde di questa giovane donna, entrando nel vortice del suo pensiero e del suo disagio.
Qual è il confine tra normale e non? Quale forza e azione ha l’ambiente circostante nella crescita
della propria identità, più o meno solida?
La ferita in Benji è esistenziale, con lei assistiamo al suo dolore di vivere, alla sua incapacità di capire e capirsi. Insieme a lei ci ritroviamo catarticamente impotenti di fronte alla sofferenza mentale, alla rabbia, alla mancanza d’amore….che troverà forse, un riscatto alla fine del suo racconto. Della giovane donna sappiamo tutto, ma non il nome. Benji è il nome della sua amica immaginaria, prodotto di una mente bambina, che cerca riparo e equilibrio in una realtà altra. Benji è una peste, una canaglia, una vera bestia, come dice lei. E’ tutto ciò che dentro di lei urla per essere ascoltata e aiutata. Ma non riesce ad essere accolta dal mondo esterno, dai genitori, dai professori, dai medici.
Il testo mette in luce anche il grande tema del destino intrecciato tra genitori e figli, della difficoltà di essere dall’una e dall’altra parte, dell’incapacità di ascoltare un figlio diverso dalle aspettative, di qualcuno che non risponde come dovrebbe, come ci si aspetterebbe. Benji ci commuove immensamente, non possiamo far altro che viaggiare con lei per capire meglio le fragilità che ci appartengono. Ad ognuno di noi.

Da piccoli non abbiamo le parole per chiedere ciò di cui abbiamo bisogno.
Ed è possibile si manifesti una protesta, una furia cieca carica di violenza.
Ci arrabbiamo perché i “grandi” non ci danno retta.
Non capiscono.
E allora cominciamo a odiarli.
Solo per richiamare la loro attenzione.
Un grido disperato di dolore insopportabile.
Paura di non essere amati, di non essere protetti.
Che spesso ci accompagna per il resto della vita.
Fragilità e insicurezza si insediano nel nostro animo alterando la percezione dell’altro,
irrimediabilmente.
Siamo ciò che riusciamo ad essere.
Siamo ciò che la nostra vita ha prodotto su di noi.
Siamo conseguenza.

Pierpaolo Sepe

 

📅 Da Martedì 10 a Sabato 14 Ottobre 2023 alle ore 21.00 

📅 Domenica 15 Ottobre 2023  ore 18.00

 

🎟️ Biglietto Intero Botteghino :  € 15.00 – Promo Acquisto ONLINE : € 13.00  (+ 💳 tessera associativa di € 2,50)

 

L’evento è riservato ESCLUSIVAMENTE ai soci di Cometa Off. 

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BIGLIETTI

 

TEATRO COMETA OFF

Via Luca della Robbia 47 (angolo Piazza Testaccio)

Infoline e prenotazioni : 06 57284637

email : cometa.off@cometa.org

Teatro sanificato nel rispetto delle misure ANTICOVID.

TABÙ

Politeama s.r.l.

presenta

TABÙ

di Nicola Manzari

con Carlo Valli e Natalìa Pina

Regia Gianluigi Fogacci

Aiuto Regia Maria Stella Taccone

Musiche di scena eseguite da Michele Marco Rossi

Costumi ed elementi scenici Susanna Proietti

Ufficio Stampa Cinzia D’Angelo – Organizzazione Alessandro Fioroni
Tecnico suono e luci Jacopo Palla – Grafica Chiara Trivelloni

 

Scritto alla fine degli anni settanta questo testo a due personaggi, rappresenta un unicum nella letteratura di Nicola Manzari, drammaturgo, sceneggiatore, autore radiofonico, saggista e regista nato a Bari all’inizio del secolo scorso e che ha conosciuto un certo successo nel secondo dopoguerra.

Apprezzato per le sceneggiature dei film di genere che spaziavano dai drammi neorealisti, alle commedie (ebbe un sodalizio con Peppino De Filippo), ai polizieschi degli anni settanta, i suoi testi teatrali erano molto ambiti dalle compagnie primattoriali come quelle di Emma Grammatica, Marisa Merlini, Tino Buazzelli, ma come si dice in Tabù, Manzari compie un vero salto di qualità e partorisce un testo che per i suoi contenuti e il suo linguaggio non stento a definire perturbante.

Un magistrato, un uomo in età matura, molto dedito al suo lavoro dai comportamenti e dallo stile di vita conformi al carico di responsabilità che la sua professione richiede, viene avvicinato per non dire adescato da una giovanissima e avvenente donna, che lo trascina in un misterioso e manipolatorio gioco di identità fino ad investirlo di una paternità di elezione per sostituire il proprio padre naturale scomparso anni prima e idealizzato ai limiti della patologia.

L’uomo viene risucchiato in questo gioco fino a mettere in discussione tutte le sue certezze e a cambiare radicalmente vita, rinchiudendosi con lei in ménage fatto di tenerezza, tormenti e sensi di colpa, ma scoprendo sentimenti fino ad allora sconosciuti.

L’epilogo sarà tragico e romantico allo stesso tempo, portando lo spettatore in un gioco di identificazione molto profondo e inquietante. Manzari, che prima di dedicarsi alla scrittura aveva intrapreso una brillante carriera di avvocato, sviscera la natura umana e mira a scardinare le convenzioni sociali in cui spesso siamo intrappolati avvalendosi delle sue competenze giuridiche, ma lo fa da filosofo del diritto e da fine indagatore dell’animo umano.

Questa commedia fu portata in scena dal grande Enrico Maria Salerno nel 1982, ne curò regia e interpretazione insieme alla figlia Chiara e fu un grande successo. Ritengo che oggi non abbia affatto perso smalto e attualità, anzi, oggi forse più che allora, certi temi sono più che mai tabù ( tanto per rifarsi al titolo), viviamo infatti un epoca in cui gli esseri umani faticano a dare parole ai sentimenti e spesso ne vengono travolti fino alle estreme conseguenze e come sempre il teatro ci invita, o ci costringe a riflettere e a nominare ciò che di più oscuro e inesplorato si agita in noi.

Gianluigi Fogacci

 

📍 da Martedì 03 a Sabato 07 Ottobre 2023 alle ore 21.00

📍 Domenica 08 Ottobre 2023 alle ore 18.00

🎟️ Biglietto Intero  :  € 15,00 (+ 💳 tessera associativa di € 2,50) 

 

L’evento è riservato ESCLUSIVAMENTE ai soci di Cometa Off. 

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TEATRO COMETA OFF

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