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Inizio:
30 Novembre 2026
Prezzo:
19€
Stagione:
Inizio:
30 Novembre 2026
Prezzo:
19€
Stagione:

RISE UP

presenta

APICE

LEZIONE DI ANTROPOLOGIA

Scritto e Diretto da Antonio Roma

con Dalia Aly, Sara Ginelli e Veronica Sannico

 

Una lezione inaugurale di antropologia che diventa un’altra lezione: sul Sud, sulle madri, sulla resistenza che non ha statue.

Una donna prende la parola per la prima volta da docente ordinaria di antropologia. È la prima a occupare quella cattedra in un’università che fino a ieri portava nomi maschili perfino nei corridoi.
Il suo nome, però, è lo stesso che sua madre gridava dal balcone di una casa in Calabria, con le mani sporche di farina.
La lezione inaugurale diventa così un’altra lezione: sulla resistenza invisibile, quotidiana, plurale, quella che non ha foto, statue né anniversari e che manda avanti il mondo mentre il mondo guarda altrove.
Dove i manuali parlano di numeri, obiettivi e indicatori, la Docente parla di corpi, perché i corpi arrivano prima delle statistiche.
E parla di una madre con la terza media e la schiena piegata, che ragionava come un’antropologa senza scrivere saggi: li cucinava.
“Per capire un popolo, devi guardare come sparecchia.”
Dalla platea una studentessa interrompe, chiede, insiste. In chiusura, un breve dialogo tra due studentesse raccoglie quella lezione e la porta fuori dall’aula.

Apice fa parte di Storie di terra arsa (Infinito edizioni), il volume che raccoglie quattro drammaturgie di Antonio Roma, tra cui Mamma mi voleva professore, Premio della Stampa alla Biennale di Sondrio 2026: quattro forme di sopravvivenza, il lavoro, l’amore, la memoria, la fine.

Terra arsa non è una metafora: è un’origine. Il Sud, il corpo, la memoria.

La messa in scena

Niente cattedra. In scena ci sono sedie: una cattedra smontata, con la sedia della Docente mai davvero occupata e le sedie delle studentesse in platea, indistinguibili da quelle del pubblico. L’aula è la sala: chi guarda è dentro la lezione.
Al centro una valigia. Sembra un semplice bagaglio di viaggio e custodisce gli oggetti di una vita – un grembiule, una pezza, un quaderno, una manciata di terra – che la Docente estrae uno per uno, come reliquie.
Ogni oggetto apre un ricordo, una generazione, una ferita.
Nel finale la valigia si rovescia e diventa archivio, cattedra, tomba: l’eredità del Sud che si porta appresso senza mai poterla posare.
La voce è nuda, senza amplificazione.
Autorevolezza e fragilità stanno nello stesso corpo: in piedi quando parla dell’istituzione, a terra quando parla della madre.
La frase che chiude lo spettacolo, “Non scuotere. Senti il peso”, passa di mano in mano:
dalla madre alla figlia, dalla Docente alle studentesse.

 

Data e Ora Spettacolo

  • Lunedì 30 Novembre
  • Ore 21:00

Biglietti

  • Biglietto Intero :  € 19,00

compresi diritti di prevendita

A BREVE BIGLIETTI DISPONIBILI ONLINE

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