UAO Spettacoli
presenta
BARBONA
di Carlo Picchiotti e Anna Piscopo
interpretato e diretto da Anna Piscopo
Sax dal vivo : Milena Angelè
Una panchina, una bottiglia, un sax che non risponde.
BARBONA
Ha perso il lavoro, la casa, il genere. Adesso sta perdendo anche il nome.
Uno spettacolo che non chiede pietà: la rifiuta, la smonta, la rimanda al mittente.
In scena c’è una donna, o forse un uomo non si capisce più e non importa più, che passa la notte accanto a una sassofonista di strada. Le hanno rubato l’angolo di marciapiede dove dormiva da due inverni. Non ha un cartone, non ha un bicchiere, non ha un nome che qualcuno chiami. Ha una bottiglia e ha da parlare. Per un’ora racconta, provoca, bestemmia, ricorda, mente. Perché la sua è una vita che nessuno ascolta, e allora tanto vale inventarsela meglio.
BARBONA è il racconto di chi ha smesso di appartenere: al lavoro, alla normalità, perfino al proprio genere. Quando hai freddo per dieci inverni di fila il corpo smette di fare distinzioni: diventa soltanto una cosa che trema, e una cosa che trema non ha sesso. Resta un corpo esposto a una città che consuma e poi smaltisce.
Tra confessione, invettiva e poesia civile, la voce in scena attraversa le contraddizioni del presente: l’ipocrisia di chi ha un tetto, la solitudine urbana, l’indifferenza addestrata con cui si scavalca un corpo per terra. Ci sono Julio il rom, che sputa in faccia a chi lo ignora da tre minuti col braccio teso. C’è Mbake, che regala il suo unico gelato a una vecchia perché deve sempre dimostrare di essere buono. C’è l’elemosina come acquisto di indulgenze, punti raccolti per un posto in Paradiso e c’è il ricordo delle lucciole, spente una notte per sempre e sostituite dalle insegne: quelle brillano, ma non respirano.
La pietà è il modo educato di non vedere. Io non voglio fare pena, voglio fare paura.
Al centro dello spettacolo c’è il gioco del “facciamo che”, vince chi mente meglio. La protagonista costruisce per il pubblico la biografia che il pubblico è disposto ad accettare, l’impiegata delle Poste che un giorno molla tutto e scrive nella lettera di dimissioni «Perché ho deciso di fare il clown».
Una storia perfetta, consolatoria, struggente. E falsa. Perché la marginalità si perdona solo se è una disgrazia: la scelta farebbe troppa paura. È qui che BARBONA ribalta il tavolo e si rivolge direttamente alla platea, uno spettatore alla volta.
Lo spettacolo diventa così un canto laico e politico: un’esistenza senza identità definita che, proprio nella perdita, trova la possibilità di guardare il mondo con feroce lucidità e inattesa tenerezza. Da terra si vedono le suole delle scarpe, e nelle suole c’è scritto tutto.
Il sax di Milena Angelè non è accompagnamento: è il secondo personaggio. Non parla mai, risponde con note storte, rifiuti, ninna nanne rotte, e nel finale lascia la scena vuota con una domanda che attraversa tutta l’ora di spettacolo «E se fosse solitudine?».
Data e Ora Spettacolo
- Da Giovedì 01 a Venerdì 02 Ottobre 2026 alle Ore 21.00
- Sabato 03 Ottobre alle Ore 19.00
- Domenica 04 Ottobre alle Ore 17:30
Biglietti
- SOLO VENDITA ONLINE : € 18,00
